Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; MAZZINI GIUSEPPE ; GINEVRA
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1934
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Armando Lodolini
Mi eh and (1), in un'azione di controspionaggio svolta nel 1858, quando stava per suonare l'ora della soluzione monarchica della questione italiana. Anno, dunque, veramente cruciale. Ma vedremo pure il conte di Cavour sorridere spesso bonariamente e ironicamente alle paure del Console: e questo importa, a conclusione della breve avventura poliziesca. Che elementi estremisti pensassero ad un complotto contro Napoleone IH (l'esempio di Orsini doveva esercitare un lascino tremendo e malefico perchè la stessa nobile fine del bombardatore sposava in un concetto altissimo il tirannicidio e l'amor di patria), Contro Re Vittorio e contro Cavour, è certamente esatto. Una catastrofe nella Dinastia sabauda o la fine di Cavour avrebbero impedito la soluzione deprecata dai più accesi repubblicani. Ma che il motore di queste oscure trame fosse Mazzini o, almeno sistematicamente Mazzini, non è credibile, anche perchè, se così fosse stato, Cavour avrebbe preso ben altrimenti a cuore le rivelazioni del Console. H grande Ministro, poi, sembra restare del tutto impassibile di fronte alle minacce alla sua persona; è facile intuirlo dalle lettere del Michaud in cui non vi è alcun'eco non ostante che egli rincari ogni volta la dose delle più nere ipotesi di precauzioni dalla parte di Torino.
L'opera devota e zelante del Console Sardo è però meritevole di esame. È impari di fronte a Mazzini (il grande mago , lo chiama Alessandro Luzio, che giungeva dapertutto), ed è ingenua di fronte alle malevoli autorità svizzere. Ma è rivelatrice di metodi e di mentalità che la grande impresa di Re Vittorio stava per sommergere per sempre. È anche interessante per i nomi dei rifugiati italiani a Ginevra, e che noteremo con cura, quale modestissimo contributo alla storia dell'emigrazione politica; è interessante, infine, perchè si svolge nell'eco ardente del terribile attentato dell'Orsini (14 gennaio 1858).
Il a mago fu veramente in Svizzera nel 1858. Dopo le sue lunghe soste nel 1856 e nel 1857 in Genova e a Quarto, al tempo delle due
(I) Il titolo di barone era etato concesso in data 16 giugno 1848 dal Re Carlo Alberto al maggior generale Pietro Michaud. Così dall'Archivio di Stato di Torino, Nobiltà, ad anmtm. Il console Alessandro è il figlio del generale. Sulla carriera consolare di Alessandro, dall'Archivio predetto risulta: Ministero Esteri voi IV, giuramenti: 1839 agosto 6: giuramento di Alessandro Michaud, come applicato di seconda elasse alla Segreteria di Stalo per gli affari esteri. - 1849 settembre: giura* mento del signor barone Alessandro Michaud come reggente il consolato generale di S. ivi, in Milano. Consolati nazionali: il primo dispaccio da Milano è del 18 set-tembre 1849; l'ultimo del 27 febbraio 1851. - Poi da Ginevra: il primo è del 2 loglio 1855; l'ultimo del 10 marzo 1859.
Dal Ministero degli Esteri del Regno (Roma) risulta trasferito da Ginevra a Lione, 20 marzo 1859. Dimissionario il 1 agosto 1860.