Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; MAZZINI GIUSEPPE ; GINEVRA
anno <1934>   pagina <846>
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Armando Lodolini
È naturale che un territorio come la Svizzera dovesse accogliere rifugiati politici o sedicenti tali, in gran, numero (3). E che i loro contatti con cospiratori d'Italia e di Francia fossero frequenti; e perfino con remigrazione politica che sostava nella regal Torino. Anzi, a questo proposito, vi è un cenno d'intesa, niente meno, che con un organismo ministeriale piemontese. Un breve dispaccio (ce en fait de conspiration ce qui parait moins probable est quelquefois la verità .) avverte il conte di Cavour che l'abate Cameroni inviava dei fondi ai rifugiati in Ginevra. Così da confidenti.
L'abate Carlo Cameroni era... presidente del Comitato Centrale pei soccorsi agli Emigrati italiani! È una figura che meriterebbe qualche attenzione. Può darsi che il suo zelo patriottico non gli facesse fare troppe distinzioni tra emigrati e emigrati, e non è affatto invero­simile che soccorresse anche quelli che avevano stimato prudente arri­vare fino in Svizzera.
Certo ci sono sintomi che vale la pena rilevare. Così, per esempio, il 18 gennaio del 1858 scrive al Presidente del Consiglio Reggente il Ministero dell'Interno, che il calabrese Antonio Nocito che fu com­pagno ad Agesilao Milano, il famoso regicida del Regno Napolitano, per quanto sono assicurato, non è in Pemonte .
Sarà stato vero? E non fa una certa impressione quella qualifica di famoso data ad un recente regicida? Sarà cattivo uso delle sfuma­ture della lingua italiana o mal celata simpatia per un rivoluzionario?
La su ricordata Società Italiana di Mutuo Soccorso, in realtà centro di rivoluzionari, dette luogo a vivaci incontri tra il Console e il Governo cantonale.
Non ostante la difesa del presidente Fasy, il governo di Ginevra pare finalmente decidersi a sciogliere la Società Italiana di Mutuo Soccorso. Secondo Michaud questa aveva due facce: una per i poveri e i semplici; l'altra per gli affiliati di Mazzini. Il Console non rimase troppo tranquillo, non ostante il decreto di scioglimento: perchè, secondo lui, era evidente che il governo intendeva continuare nella tolleranza delle sètte. Si ha pure notizia che si procederà a qualche
(3) Io questa sorveglianza ani rifugiati, il Michaud rivela tuia notevole perspi­cacia. In un dispaccio del 7 ottobre 1857, raccomanda di osservare attentamente tatti ì passaporti degli individui che si recano nel Regno e specialmente a Genova; senza arrestare colui che porterà il passaporto accuratamente segnato (ne allega nn esemplare minuziosamente individuabile da pìccole particolarità dei fregi, delle firme? ecc.), ma pedinandolo per avere in mano le file dei promotori di disordini. Passaporto al nome di Simon Joseph, abilmente preparato,