Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; MAZZINI GIUSEPPE ; GINEVRA
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1934
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pagina
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851
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Congiure mazziniane alla, vigilia del 1859 851
In seguito, un telegramma cifrato del Michaud (21 febbraio) ci dà qualche ragguaglio sullo Zamperini. Questi sarebbe stato una spia dell'Austria (ce je ne l'en crois pas moins dangereux pour nous ) ed era uno di quelli che si proponeva di ricorrere al veleno per attentare alla vita del Re e dell'Imperatore.
Una lettera del 6 marzo, conferma che lo Zamperini è un agente segreto e provocatore, impiegato dell'Austria. Ciò risulta da informazioni precise dell.'autorità svizzera, e cioè dello stesso presidente Fasy che lo aveva detto ad un confidente del Michaud. Ma cospiratore o spione, ugualmente pericoloso.
Altri nomi di rifugiati; poco più che il nome e i connotati: Masi, Montanari, (non meglio identificati); lo stampatore toscano Baldassarre Mancioni, Graziosi e Valentini. Ma per coglierli sul fatto era inutile contare sulle autorità ginevrine: bisognava ricorrere a qualche astuzia.
Notevole il linguaggio usato dal Michaud col consigliere Duchosal nel ringraziarlo da parte di Cavour per l'avviso datogli di un attentato al Re: lo aveva pregato, cioè, a nome del conte, di tenerlo al corrente jusqu'aux moindres détails (proprio quelli che il consigliere non sapeva), d'un complot qui avait pour but d'attenter aux jours si precieux du Roi et de compromettre par un crime aussi exé-crable la liberté et l'indipendance de l'Italie .
Linguaggio notevole, perché il Michaud non esita, un anno prima della guerra del 1859, a congiungere di fronte ad un'autorità straniera, la persona del Re con l'indipendenza e la libertà di tutta Italia.
Per vincere la riluttanza del Governo svizzero ad occuparsi dei rifugiati italiani, il Console suggerisce di interessarne il Gabinetto delle Tuileries che esercitava in quel momento una forte pressione sulla Svizzera e al quale si doveva l'espulsione di due italiani, Graziosi e Valentini (lettera del 6 febbraio). Si sarebbe dovuto fare altrettanto per lo Zamperini.
Però il 21 febbraio un telegramma cifrato ci avverte che quei due erano ricomparsi a Ginevra.
E per Mazzini?
a Quaiii "ii Mazzini, je dispose mon tcrnrin, sans avoir cependont grand espoir da reussir don cotti; ontreprise d'un estrème difficultc. Mais au moina forai-je le plus grande efforts ponr ne pas monquer J'occasion, si elle venait à se presenter et ponr donoer ainsi une prenve du dèvouement sans bornes qui l'anime envers le Roi et voLre personne .
Inafferrabile Mazzini!