Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; MAZZINI GIUSEPPE ; GINEVRA
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1934
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853
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Congiure mazziniane alla vigilia del 1859 853
surveillonce qui sera exercée sur ces individua, que j'ai d'ailleurs signalés à l'intendant d'Annecy et aux Carabiniers à la frontière, conforme les assertions qui m'ont été données.
Vcuillez agréer. Monsieur le Ministre, le nouvelles assorances de ma haute conrideration. A Michaud
Son Excellencc Monsieur le Comte de Cavour Président du Conseil. Ministre de rintèrieur TURIN
La possibilità di moti simultanei in Francia e negli Stati Sardi era nella mente del Michaud. Ne riparla ancora dopo pochi giorni (12 marzo), pur non sentendosi più sicuro della data, che dal 15 marzo sposta tra il 31 e il 10 aprile. Ma raccoglie pure voci ingenue: i viaggiatori provenienti dalla Francia annunciavano che la rivoluzione era scoppiata a Parigi e Ginevra aveva passato una notte d'ansia.
Un altro complotto, meno noto questo sarebbe stato organizzato contro il cardinale Antonella: anzi (lettera 3 aprile, n 21) si designava già l'assassino nella persona di Luigi Gerchet, soldato svizzero al servizio del Pontefice (4).
Infine col n 114 cifrato e datato 18 aprile, il Michaud denunzia il prossimo arrivo da Londra di armi dirette a Cesare Verchiani da Spoleto, impiegato in una delle linee ferroviarie Genova-Savona o Genova-Alessandria; oppure a due individui faentini abitanti presso il Teatro Carlo Felice di Genova.
Intanto ferveva la molto ipotetica caccia a Mazzini. Una segnalazione: il 2 aprile Mazzini sarebbe passato da Ginevra (così il Console di Francia), sotto il nome di Angelo Carlotti o Sarlotti, alloggiando presso il signor Vettiner, presidente del Consiglio amministrativo della città; il 3 sarebbe ripartito in battello per Villeneuve, ove l'esule italiano Piscantini era effettivamente solito ospitarlo. L'arrivo di Mazzini sembra attendibile al Console perchè anche il vigile sottoprefetto francese di Gex lo ha conosciuto da un suo informatore. Il quale aggiunge che il falso Carlotti ha sparso, probabilmente ad arte, la voce che voleva ripartire per Parigi.
Infatti, improvvisamente, nelle conventicole dei rifugiati, non si parlò più di sollevazioni in Piemonte e in Italia, ma solo in Francia. Ed in verità l'intensificata vigilanza delle autorità frances ne era un indizio* H 7 aprile (come risulta da un dispaccio cifrato del Villa-marina a Cavour da Parigi, negli atti che ho sott'oochio) ben 45 indi-
(4) Nulla in proposito ho trovato nell'Archivio di Stalo di Roma.