Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; MAZZINI GIUSEPPE ; GINEVRA
anno <1934>   pagina <857>
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Congiure mazziniane alla vigilia del 1859 857
perdersi in Piemonte mentre altrove sarebbe reputato assai più glorioso il sacrificio. Mi riassumo col lire, che qui in Genova stiamo vigili per tutto, e special* mente: per caso di avvenimenti che si verifichino a Levante od a Ponente; ma che in sostanza, per ora, non havvi nissonissima apparenza né probabilità, che pos­siamo essere disturbati. Si calcola, si progetta, si procura di agitare, ma sopra tutto si ha paura; se mai succedesse una disgrazia in Francia, in allora bisognerebbe certamente essere prontissimi a prevenire, che altrimenti non si sarebbe forse più in tempo ad impedire dei gravi guai. Allo infuori di ciò, si accerti Eccel­lenza, nulla od assai poco vi ha da temere.
L'intendente Generale A. Conte
Altra manifesta preoccupazione è nella seguente nota di Cavour al predetto Intendente di Genova, con la stessa data del 2 luglio.
2 luglio c< All'hit. Gen. di Genova,
Le mando un secondo rapporto che ho ricevuto questa mattina da Genova, senza dare a chi scrive fede intera, credo però che si abbia a tenere a calcolo le notizie ch'egli trasmette.
Ho approvato pienamente ch'ella non abbia fatto eseguire una visita domi­ciliare nel palazzo Gavoni. Dietro la descrizione topografica che ritengo me ne fece, non dubito che sarebbe riuscita vana, epperciò dannosa. Ritenga una. volta per sempre che il Ministero non intende dirigere l'esecuzione delle misure ch'ella deve eseguire. Gli basta di farle conoscere lo scopo da raggiungere, sulla scelta dei mezzi ella debba rimanere libera e senza ceppi, onde gliene rimanga intiera la responsabilità. Mi si assicura che il Danesi, altro degl'imputati nel processo del 29 giugno, assolto per difetto di prova sia per far ritorno a Genova da Costan­tinopoli ove erasi rifuggito. È uomo altamente pericoloso, molto avanti nella fiducia di Mazzini, sarà bene il tenerlo d'occhio. Un gran numero di Genovesi sono venuti a perorare la causa del dottor Farina; ho resistito alle loro istanze, giacché dagli atti della pratica panni risultare essere per lo meno uomo di singolare debolezza, pronto a cedere avanti la pressione degli avversari del Fisco. Veda d'indurre Eletta. Sèrra, Dona ed altri Senatori Genovesi a trovarsi Mercoledì venturo al loro posto, onde si possano votare i bilanci prima di chiudere la sessione.
. C. Cavour
Parecchie altre lettere dell'Intendente di Genova e di Levante (la Spezia) nel secondo semestre 1858 segnalano l'imminente arrivo di Mazzini e il possibile concentramento di armi alla foce della Magra; ma 1 valorosi Intendenti non parlano più di congiure e di complotti; si afferma sempre la necessità di far capo al Piemonte per l'indipen­denza d'Italia. Nulla di grave o di particolarmente interessante in <jnesti carteggi d'ufficio. Vi è però, lo abbiamo notato a proposito dello stile, l'influsso della grande personalità -del Cavour. E in questa