Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DEL PEZZO DI CAIANIELLO PASQUALE ; NAPOLEONE III
anno <1934>   pagina <859>
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La missione del duca di Caianiello, ecc., 859
LA MISSIONE DEL DUCA DI CAIANIELLO PRESSO NAPOLEONE III (AGOSTO 1860)
H 26 giugno 1860, mentre l'ambasciatore francese a Napoli, barone Brénier, transitava in carrozza per via Toledo, diretto dal rappresen­tante sardo, il marchese di Villamarina, venne attorniato, nei pressi della Nunziatura, da un gruppo di schiamazzatori, i quali, prima gli rivolsero parole assai violente, poi lo colpirono alla lesta con due bastonate, che lo lasciarono tramortito e pieno di sangue.
Chi l'avesse colpito e perchè, non fu possibile conoscerlo esatta­mente. Dopo qualche mese, caduta la dominazione borbonica, i libe­rali accusarono i sanfedisti; questi ultimi ritorsero l'accusa contro i liberali. Certo l'attentato fu un attentato politico e l'incidente turbò molto Francesco H, anche perchè egli aveva stabilito di ricorrere, in articulo mortis, a Napoleone III, arbitro ancora dei destini d'Europa, per cercare di fermare sul suo capo quella corona che sentiva assai vacillante.
Fu perciò; che, nell'agosto del 1860, decise di inviare un suo fedele ed abile suddito, Pasquale del Pezzo duca di Caianiello (1), presso l'imperatore dei francesi, ufficialmente per esprimere al sovrano il suo rammarico per l'attentato commesso, ma, in realtà, per richiamare l'interessamento di lui sul regno delle Due Sicilie che attraversava giorni come non mai pericolosi, dopo lo sbarco dei Mille a Marsala.
Tutto ciò è noto a chiunque si sia occupato di storia del Risor­gimento, come pure si sa che il duca di Caianiello non potette raggiun­gere gli obiettivi sperati. Ma, poiché il del Pezzo terminò la sua missione quando il regno delle Due Sicilie non esisteva più sulla carta
(1) Pasquale del Pezzo, duca di Caianiello (1809-1884), venno utilizzato solo in questa missione diplomatica. Rientrato nel regno BUbì un processò: innr ì suoi sentimenti borbonici.