Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DEL PEZZO DI CAIANIELLO PASQUALE ; NAPOLEONE III
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1934
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La missione del duca di Colonici lo, ecc., 863
tosi di Sicilia, gli arruolamenti Fatti pubblicamente dal Colonnello Hyles (8), le truppe piemontesi da sbarco a bordo della flotta, e le altre che in Genova ed in Livorno si diceano pronte a partire per venire in Napoli, ecfe
L Imperatore ha sentito con attenzione questa osservazione. Ha aggiunto che il Re doveva cercare dì sostenersi e non cedere alla rivoluzione. Ha domandato qual'era lo stato dell'esercito. Si è mostrato altamento sorpreso dello stato di dissoluzione in cui era caduto, ed ha domandalo su di chi il Re potea contare in caso di bisogno.
Per palliare i torti dell'armata, e secondare le benevoli intenzioni espressemi a voce da V. M., sul proposito, gli si è detto che non bisognava dimenticare che il nostro esercito aveva mietuto allori ed irrigalo del suo sangue i campi di Danzica, di Lipsia, della Moskova, comandato da altri capi, ed unito coll'armata francese,, che il soldato in Sicilia avea fatto valorosamente il suo dovere e si era battuto bene; che il tradimento e l'imperizia dei capi avea cagionato le dolorose catastrofi di Palermo, di Milazzo, ed ultimamente, della Calabria. Che l'esercito, travagliato dai partiti, avea perduto lo spirito di disciplina, e pel tradimento di alcuni capi, quella cieca fiducia nei suoi superiori, senza la quale non si ottengono i grandi successi.
L'Imperatore si è mostrato grandemente offeso ed irritato dallo abbandono della causa del Re, da parte di alcuni suoi stretti parenti.
Per muovere sempre più l'interesse dell'Imperatore in favore di V. M. -i è osato dirgli che la presente rivoluzione in Napoli veniva appoggiata dall'Inghilterra e fatta a suo profitto per estendere e assicurare la influenza britannica nel Mediterraneo a detrimento della Francia Sire gli si è detto VAngleterre se cenge sur le Roy de Naples du voyage triomphant de V. M. dans ses nouuelles prouinces.
In ultimo si è rimessa sul tappeto la questione della neutralizzazione della Città di Napoli per la quale l'umanità di V. M. avea tanto insistito, volendo salvarla da tutti gli orrori della guerra civile.
L'Imperatore ha detto che non sapea fino a qual punto Egli avesse potuto esercitare la sua influenza in questo senso, che prenderebbe in considerazione la cosa, e che vedrebbe con Thonvenel (il aviserait) se cosa potea farsi. Ma che gli avvenimenti andavano di galoppo, e non davano tempo all'azione diplomatica.
Procuro così di riassumere per sommi capi una conversazione che è durata tre quarti d'ora. Ho osato essere ardito ed insistere con l'Imperatore tenendo mente all'urgenza e gravità delle circostanze. S. M. I. ha tutto ascollato con bontà e con manifesto interesse per V. M.
Nel congedarmi l'Imperatore mi ha invitato a pranzo per la sera.
Giunto all'ora prefissa l'Imperatore mi ha presentato a S. M. l'Imperatrice, la quale, dopo alcune espressioni gentili, mi ha fatto parola delle presenti condizioni di V. M. Mi ha detto che l'Imperatore era dolorosamente affetto di quanto accadeva, che non sapeva spiegarsi l'abbandono delle sue fedeli truppe, che V. M. dovesse montare a cavallo, mettersi alla loro testa, animare così il loro ardore, è tentare tatto anziché cedere il Regno. Da ultimo, ritirarsi sopra Gaeta, e tenere alzato quanto più a lungo polca il suo Reale Vessillo. Che l'Imperatore era dispai
(8) Questo nome nel manoscr-itto non è molto chiaro.