Rassegna storica del Risorgimento

BORBONE DI NAPOLI ALFONSO
anno <1934>   pagina <869>
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Appunti e notìzie 869
ricompensa monetaria, il grappo era formato per la massima parte da vecchi signori che un nostalgico senso d'attaccamento teneva ancora stretti alla lontana persona dell'ultima regina di Napoli, o a quella del fratello e successore delle pretese del loro ultimo re. Vecchi innocui e buoni che, nel continuo rimpianto di tempi, che oltre tutto avevano per loro il merito di essere quelli della giovinezza lontana, erano capaci tutt'al più di far gli occhi torvi o di ingrossare La voce nel rinarrare per la centesima volta il voltafaccia di D. Liborio Romano ed i tradimenti del Nunziante o del Pi aneli; ma pel resto oramai abituati al nuovo ordine di cose e sempre più confinati in una negazione di pura forma. E i . fedelissimi gli occhi appuntati a Cannes si limitavano a far giungere al a pretendente indirizzi ed augùri per gli onomastici e le ricorrenze annuali, ricevendone in ricompensa titoli, croci dell'ordine costantiniano, onorificenze dell'antico regime.
Ma, finalmente venne la guerra... e non se ne parlò più; uno dopo l'altro scomparvero dalla scena le ultime figure rappresentative di questo piccolo mondo. Ora anch'cgli, (il 26 maggio u. s.) il vecchissimo capo del ramo napoletano dei Borboni, è disceso nella tomba.
Una graziosa ma modesta villetta, posta sul mare di Cannes, raccoglieva la dignitosissima povertà del vecchio principe napoletano, nato nei fastigi del trono, nel maestosissimo palazzo Reale di Caserta.
Ho sott'occhi ingialliti giornali dell'epoca. Siamo al 28 marzo 1841. Re Ferdi­nando II, vedovo di Maria Cristina, la Santa di Casa Savoia, ha sposato in seconde nozze Maria Teresa d'Asburgo. In quattro anni la regina è già al suo terzo parto: la fausta notizia è annunziata alla ppoolazione della capitale con salva di tutti i cannoni dei castelli e col suono di tutti i sacri bronz . Nella Chiesa di S. Lorenzo si celebra un solennissimo Te Deum, con l'intervento della migliore aristocrazia del Regno. Il giorno seguente, a Caserta ha luogo il battesimo. All'atto di stato civile e alla solenne funzione religiosa assistono nel gran salone celeste ed in quello verde del palazzo Reale il corpo diplomatico al completo, i ministri di Stato, i gentiluomini di camera, le dame di corte, la consulta del Regno, l'intendente di Terra di Lavoro, le maggiori autorità, ecclesiastiche, civili, militari. Muove verso la cappella palatina il corteo reale: due uscieri di camera, il cerimoniere maggiore e sei paggi con torce accese precedono la dama d'onore che porta nelle braccia il neonato, che ha accanto a se l'azafatta e il vecchio Principe di Salerno, che rappre­senta per procura il padrino, arciduce Carlo d'Asburgo. Nello stesso giorno Ferdi­nando H con Real Decreto concede al neonato il titolo di Conte di Caserta e prov­vede a fornirlo di un appannaggio considerevole. Giungono nei giorni seguenti affettuose lettere di congratulazione da tutte le corti d'Europa, a Signor mio fratello r e cugino scrive per esempio a Ferdinando II Carlo Alberto di Savoia sono a sensibilissimo all'attenzione usatami da V. M. con l'annunziarmi il felice parto a di S. M. la Regina, dilettissima di lei consorte e la nascita di un bel formato a principe cui furono imposti al sacro fonte battesimale i nomi di Alfonso, Maria, v Giuseppe, Alberto. La strettezza ed intimità dei vincoli di amicizia e di parentela che si felicemente ci uniscono mi fanno sinceramente dividere con V. M. la a soddisfazione che questo si lieto avvenimento procura al paterno suo cuore... .
E ***
Come tutti i principi della casa dei Borboni, Alfonso ebbe una educazione prevalentemente militare: alfiere nel reggimento Fanteria di linea nell'ottobre 1853, secondo tenente nel 1854, primo tenente nel 1857. II 1860 lo trovò componente della Commissione e pei canoni rigati . Il 1 agosto venne promosso maggiore e desti-