Rassegna storica del Risorgimento

BORBONE DI NAPOLI ALFONSO
anno <1934>   pagina <870>
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Appunti e notizie
nato al comando dì una Divisione. Partilo da Napoli il 3 settembre* all'avvicinarsi dei Garibaldini, si distinse nella lotta per la difesa del regno ; combattè alle battaglie del Volturno e del Garigliano, guadagnando sul campo il grado di Colonnello. Nella difesa di Gaeta si distinse valorosamente; esule a Roma dal *60 al '70, a Ini lece capo la parte più retrograda della aristocrazia napoletana che aveva seguito i Borboni. In perfetto disaccordo col fratello Francesco, che ormai si rassegnava al fatto compiuto, il conte sognava con la cognata rivendicazioni e riconquiste armate del Regno. Naturale quindi che, con tali principi!, combattesse con l'esercito ponti* ficio a Mentana ove meritò un encomio solenne dal Generale Kanzler e che nel 1870 prendesse le armi contro l'esercito italiano. Nel 1868 egli aveva intanto sposato la cugina principessa Maria Antonietta, figliuola del Conte di Trapani, ed a Roma nell'aprile del '79 era nato l'erede (il Duca di Calabria Ferdinando Pio che ora vive a Monaco di Baviera), che fu tenuto a battesimo da Pio IX.
Nel 1873 il conte di Caserta si recò in Ispagna e combattè nelle file Carlisle. Maggiore d'anni del pretendente, freddo e ragionatore, avvezzo già a campagne militari, egli fu a delta degli stessi spagnuoli el Borbon, que mas se distinguiò en el campo Cartista . Capo dell'esercito del Nord, negli ultimi e diffi­cili momenti della guerra riuscì ancora a tener desta una fiamma che si andava spegnendo. Più tardi, invece, i suoi figli vennero in Ispagna protetti dalla regina Isabella; quando si conclusero le nozze di Carlo, suo figliuolo secondogenito, con la principessa delle Asturie, a Madrid non mancarono però delle manifestazioni ostili contro 1 antico condottiero Cartista. Dopo di quella occasione, malgrado il posto che il figlio occupava alla Corte di Spagna, mai più il Conte ritornò a Madrid. La sua vita trascorse, monotona e grigia, nella villetta Maria Teresa a Cannes, ove fu confortato però dai sereni affetti familiari (l'anno scorso con grande solennità alla presenza dei suoi 10 figliuoli e dei suoi numerosi nipoti festeggiò i suoi 65 anni di nozze) e dalla compagnia di pochi amici fidati.
Dopo oltre settantanni di lontananza dalla sua terra natale, il Conte di Caserta seguiva ancora con vivo interesse la vita italiana e del Mezzogiorno in ispecie, leggeva quotidianamente i nostri giornali, riceveva con commossa affabi­lità qualche meridionale, che di passaggio per Francia si recasse a fargli visita. A differenza della regina Maria Sofia, che fin ai suoi ultimi giorni carezzò nella mente ammalata il sogno di una possibile restaurazione borbonica, il vecchio principe non sognava da tempo rivendicazioni impossibili: aveva tenuto anzi, in non poche occasioni, a proclamarsi <r cittadino italiano .
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a Je desire étre enterxé comme les pauvrea.* tale è stata l'ultima volontà del vecchio principe. E di una estrema semplicità sono riusciti i suoi funerali, cui hanno presenziato però, oltre a tutti i principi di Borbone-Sicilia, anche nume­rosi rappresentanti delle famiglie reali imparentate con l'estinto. Sono intervenuti, tra gli altri, l'ex regina del Portogallo, la principessa Eudossia di Bulgaria, l'Arci­duca Ottone d'Asburgo, il principe Saverio di Borbone-Parma, l'infante don Jaime di Spagna, il principe Enrico d'Orléans-Braganza ecc. L'Ordine costanti­niano, di cui il Conte di Caserta era gran maestro, è stato rappresentalo dal gran prefetto, principe Umberto Ruffo di Calabria, venuto appositamente da Roma; né è mancato l'intervento del barone Do Ferrariis-Salzuno, vice console d'Italia
a Cannes.
A Napoli nella chiesa di Si Chiara, per desiderio e con l'intervento della Duchessa d'Aosta Madre, una cui sorella è l'attualo moglie del principe Carlo di Borbone, è stata celebrata, in suffragio dell'anima del Defunto, una messa di