Rassegna storica del Risorgimento

anno <1934>   pagina <872>
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872 Appuntì e notizie
Il Musco, unitamente ai vessilli inaugurati da Garibaldi al 1802, esporrà prege­voli lavori delle scuole di belle arti che al 1873, per volontà del Governo, rivela rono nell'Esposizione Internazionale di Vienna il valore dell'Artista Italiano; e poi, a Parigi, a Bruxelles, a Venezia, a Torino,, a Palermo, ecc., conquistarono le più ambile onorificenze.
La Società Operaia, fucina di elaborazione per la coscienza dell'operaio ita liano, agitando il verbo della verità, inspirando l'amore alla Patria, propagando le dottrine dei grandi Pensatori Italiani e una delle poche Associazioni di lavo­ratori che ha saputo arginare l'infiltrazione delle false demagogie straniere.
Essa, quindi, è ben degna dì avere un Museo di Storia Patria poiché, come la definì Paolo Boselli, /; È fulgida di ogni italiana idealità " .
Della cerimonia in onore dell'attuale presidente della Società Operaia di Messina, Andrea Giuliano, svoltasi il 10 giugno alla presenza delle gerarchie locali. ha data ampia notizia il Giornale d'Italia nel suo numero del 14 giugno u. s. Sulle origini della Società stessa si è intrattenuto nella Gazzetta del 9 giugno Giuseppe Vinci, rievocando i fasti de Lo Fratellanza degli Artigiani ed i moti dell' 847-2848 .
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ANCORA DEI MILLE E DI G. B. FAUCHÉ. - - Questione che ritorna ogni tanto quella dell'opera di G. B. Fauché. Un articolo di R. Liguori nel numero del 5 maggio n. s. del Popolo di Sicilia appunto su La spedizione dei Mille e G. B. Fauché ha provocato nel successivo numero del 9 maggio dello stesso giornale la seguente messa a punto del venerando e sempre vigile Francesco Gnardione.
Caro Direttore,
Per la stessa verità storica così giustamente invocata da R. Liguori alla fine del suo interessante articolo su La Spedizione dei Mille e G. B. Fauché., pubblicato sul Popolo di Sicilia del 5 corrente, è utile chiarire che - primo in Italia a rievocare il vero sulla cessione del Piemonte e del Lombardo al Generale Garibaldi, (dopo quanto ne aveva scritto lo stesso G. B. Fouchè sulla Gazzetta d'Italia n. 168 del 17 giugno 1882 e, successivamente, il figlio tea. colonnello Pietro Fauché nella Memoria documentata stampata nel 1905 a Roma dagli Editori Albrighi Segati) è stato il sottoscritto, che nel 1906, pei tipi della Soc. Edi­trice Dante Alighieri, ebbe a pubblicare preceduta da un preambolo illustra­tivo la lettera di G. B, Fauché nell'opuscolo: Una pagina di storia sulla Spe­dizione dei Mille ; che nel 1907, nel Dominio dei Borboni in Sicilia dal 1830 al 1861 (Torino S.T.E.N.) alle pagg.: 258 e segg., docum. XXVI, e 541 e segg.: Cap. duodecimo, nota (3) e (4) del voi. II, ebbe a richiamare l'attenzione degli Italiani sulla magnanima figura del Fauché, additando la sua memoria alla vene­razione di tutti, e che infine, nel 1913, nell'opera a I Mille (Palermo-Reber) alle pagg. 81, 82 e nota (1), del Cap. V, ebbe a rievocare nuovamente e largamente i particolari della cessione dei due vapori e il disinteresse del Fauché, così presto
dimenticato*
e Come vede, caro Direttore, la verità storica sull'operato del Fauché era stata ristabilita molto tempo prima del 1915.
Grazie dell'ospitalità cordiale.
Francesco Gnardione .