Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1934
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pagina
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881
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Libri e periodici 881
ALBERTO DALLOLIO, Bologna nel 1859, in Bologna nella storia d'Italia, come sopra.
È un capitolo di storia a sé stante, narrato da chi molto sa, molto ha cono* sorato, operato, amato e molto ama la sua Bologna e, in essa e per essa, l'Italia. La preparazione all'evento maggiore del 1859: la fine del predominio austriaco, a Bologna e nelle Romagne; l'organizzazione, l'efficienza, i capi e l'operato della Società Nazionale, qui, da noi; la Giunta centrale ed il Governo Provvisorio, rArmistizio di Villafranca, Massimo d'Azeglio Commissario militare piemontese, Enrico Falicon, rimasto in sua vece, Leonetto Ciprianì venuto quale Governatore delle Romagne, l'Assemblea Costituente delle Romagne, l'opera di Marco Minghetti e degli altri migliori del celebre consesso; le famose dichiarazioni di decadenza di diritto e di fatto del dominio temporale dei Papi, (il D. ci ilice come fu trovata ed elaborata la formola della dichiarazione, che egli stesso ha ancora meglio illustrata, poi, in La Strenna delle Colonie Scolastiche Bolognesi , anno 1934), e di annessione al Piemonte; Fanti e Garibaldi e l'esercito dell'Italia Centrale; la riunione a Scandio, presso Loiano, per togliere ogni barriera doganale fra Toscana, Romagne, Modena e Parma e divisare i futuri provvedimenti per l'unione dell'Italia centrale sotto il regno di Vittorio Emanuele; gli urti tra Garibaldi, Fanti, Ciprianì, Ri caso li, Farini, la fine del Governatorato del Cipriani, il conferimento dei pieni poteri al dittatore di Parma e Modena, Luigi Carlo Farini, di governare le Romagne fino a che S.A.R. il Principe Eugenio di Savoja Carighano assumesse la reggenza, di fatto mai assunta; le alternative di gioia, di speranze, di sconforti in questi popoli, palleggiati tra la possibilità e l'attesa di redenzione definitiva, le incertezze della politica di Napoleone UE e le minacele della curia romana; l'opera coraggiosa, decisa, demolitrice, da un lato, di L. C. Farini, ed edificatrice, sul modello piemontese, dall'altro; la preparazione del plebiscito, l'esito trionfale di questo, l'annessione dell'Emilia alla monarchia costituzionale del Re Vittorio Emanuele II: questi argomenti, di primo piano, uno dopo l'altro, ed una infinità di altri argomenti riguardanti l'organizzazione di truppe, le condizioni di Bologna e delle Romagne, di prima, durante e dopo gli avvenimenti'; i pericoli ad ora ad ora affacciatisi e fugati, le ambizioni e gli intrighi di politicanti e di patrioti, del luogo e di fuori, le insidie della politica nostrana ed estera, l'influenza benefica di Cavour, ed osta colatrice e conciliatrice di Mazzini; le scaltrezze, le odiosità, le miserie, le glorie dì un periodo così relativamente corto, dal 12: giugno 1859 all'11 e 12 marzo 1860, ma, in compenso, così denso di fatti, di tormenti, di passione, di odio, di amore, ed altro ancora, ci ha narrato A. D.
È un capitolo di storia che ha il sommo, assoluto pregio di essere definitivo. Di tutto quello di cui si poteva e si doveva tener conto, il D. ha tenuto conto, dando ad ogni parte le proporzioni dovute, ed all'insieme l'importanza che merita*
Il 1859 a Bologna è quel che il 27 aprile a Firenze; quel che la cessazione del dominio austriaco nel Veneto; quel che la liberazione di Roma nel 1870. I nostri nonni del 1859 furono benemeriti d'aver tratto partito di tutte le delusioni, di tutti x disinganni, di tutte le debolezze, di tutte le manchevolezze, di tutte le esperienze precedenti ; d'aver anticipato, nell'ordine dei fatti e delle idee, quel che doveva, poi, inevitàbìltìJjent'c avvenire. Era un primo passo; sicuro dalla mino riià verso la maggiorità; era la chiusura definitiva del corridoio per le invasioni diventate, poi, dominazioni; era un anello della gran catena, che doveva avere gli ulteriori ben noti sviluppi, tra cui la scomparsa del potere temporale dei Papi: (tfcòaL, [fatalmente, quasi direi, e logicamente venne pel governo pontificio in Roma il 20 settembre 1870, come gli venne in Bologna il 12 giugno 1859 .
Jl D., alle, molte altre sue veramente insigni benemerenze di cittadino, di uomo politico e dì storico, ha aggiunto quest'opera, piccola di mole, ma densissima di materia e vergata in una forma direi quasi epigrafica e del tutto scultorea.: La narrazione scorre piena, rapida, giovanile, calda, evidente, tutta pervasa d'un