Rassegna storica del Risorgimento
DABORMIDA GIUSEPPE ; PARIGI ; SARDEGNA (REGNO DI)
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1934
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888
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888
de Vecchi di Val Cìsmon
al ptsso di omm di che elevare le-gnie lagnanze; l'in qui proviamo come l'audacia, non fece difetto certamente al Re. Ce ne sera pas l'audace qui me fera défaut scriveva Vittorio Emanuele al Solaroli il 30 ottobre nel documento fondamentale che abbiamo pubblicato. La missione Dabormida, ordinata essa pure dal Re, della quale seguono le carte, e la lettera epilogo diretta dal Dabor-mida all'Imperatore Napoleone quasi a scusarsi della avvenuta nomina del principe: Ji Carignano a Reggente per l'Italia Centrale contro la volontà imperiale e col-l'appoggio fervido ottenuto dall'Inghilterra illuminano la magistrale condotta di politica estera seguita dal Re non soltanto con l'audacia che abbiam detto e che del resto è notissima ma ben anche con una accortezza che fa scuola. Di nuovi ardimenti di nuove sottigliezze nella azione provvidenzialmente integratrice fra il Re e Cavour vedremo poi. Vediamo ora le nostre carte :
I. I
DIREZIONE GENERALE Torino 20 luglio 1859.
Ufficio Provincie Protette
RELAZIONE I
Scoppiata appena la guerra d'Indipendenza, l'esercito della Toscana domandò al suo Principe di prendervi parte e di partire pel campo. Al rifiato del Gran Duca, tenne immediatamente dietro la foga di tutta la famiglia Granducale e la dissoluzione del Governo. Non potendosi lasciare il paese in preda all'anarchia un Governo Provvisorio fu insti ini to, il quale domandò la Dittatura del Piemonte durante la guerra. 11 Governo del Re, prima di prendere una risoluzione, fece interpellare l'Imperatore dei Francesi, il quale consigliò si rifiutasse la Dittatura