Rassegna storica del Risorgimento

DABORMIDA GIUSEPPE ; PARIGI ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1934>   pagina <891>
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La missione Dabormida a Parigi nell'ottobre 1859 891
nella Cattolica indusse il Governo Provvisorio di Bologna a richiamare subito questi volontari a difesa della patria minac­ciata dagli Svizzeri di Perugia, ed a nominare a General Coman­dante delle forze Romagnole il Generale Mezzacapo. Ricevuti gli ordini del Governo Bolognese, ordini a cui il Governo del Re non credette di ostare, parti il General Mezzacapo colle sue truppe per le Legazioni, ove si mise di poi sotto gli ordini del Geu. Massimo d'Azeglio.
Queste truppe dovevano avanzarsi sino alla Cattolica, ma non oltrepassarla, dovevano respingere ogni attacco ed impedire ogni progresso delle truppe Pontificie, ma non dovevano assa­lirle nei loro quartieri a Pesaro ed Ancona.
Queste disposizioni erano state consentite dall'Imperatore Napoleone il quale dal suo canto faceva consigliare il S. Padre a dare ordini espressi perchè i suoi soldati non movessero dai loro quartieri.
Tale era Io stato della questione Romagnola quando giunse la notizia della pace.
L'Ufficio delle Provincie Protette riconoscendo, appena creato, la necessità di dare unità e direzione efficace alle ope­razioni relative all'ordinamento di tutte le forze militari, tras­mise in data del 16 giugno al Competente Ministero della Guerra tutte le pratiche relative alla formazione di nuovi Corpi in Toscana e Romagna.
La trasmissione era accompagnata dall'indice di tutte le carte, e dall'indicazione delle somme pagate a tale scopo dal Ministero degli Affari Esteri.
I preliminari di pace in forza di cui la Toscana e la Roma­gna dovrebbero tornare in possesso degli antichi loro Principi pongono naturalmente fine all'ufficio dei paesi protetti, e la rela­tiva corrispondenza torna quindi per la parte politica e confi­denziale al Gabinetto Particolare, e per gli affari correnti alle rispettive divisioni.
Questo ufficio era composto d'un Segretario Capo, d'un Im­piegato del Ministero e di due Scrivani.
II Capo d'Ufficio non ha che a lodarsi dell'intelligenza, del­l'assiduità e dell'ottima condotta de' suoi subalterni e li nota alla speciale attenzione del Ministro.
// Capo d'Ufficio: firmalo G. NIGIU