Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <922>
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922 Frtmcèsco De Stefano
la esperienza della restaurazione borbonica e la pratica dell'am­ministrazione, rifaceva in sé pacatamente la crisi del vecchio mondo morale e politico e le incertezze che accompagnavano il sorgere del nuovo, Fintimo contrasto tra gli scopi e i mezzi di ognuno di essi, l'incapacità di rinnovarsi nel primo e le difficoltà di affermarsi nell'altro. Anch'egli aveva avuto, giovinetto, la sua crisi spirituale. Nato e cresciuto in una famiglia di salde convin­zioni religiose, tuttavia, forse attraverso l'insegnamento del pre­cettore, erano penetrati nell'animo suo gli influssi di quelle ten­denze materialiste, di cui era imbevuta la cultura siciliana di allora (4). Ma al cospetto della natura, nella sua villa di Torre Arsa ove amò sempre ritirarsi, egli aveva ritrovato, ben presto, la fede. Composto il dissidio interiore, aveva potuto serenamente compiere la sua formazione spirituale, senz'altra guida che l'esperienza diretta e gli studi storici ai quali non era stato pre­parato come avrebbe voluto, ed a cui si accostava ora per cer­carvi i motivi per costruire il proprio mondo morale e guidare la prima formazione dei fratelli minori, Giambattista ed Enrico, che crescevano in quel periodo grigio di sciagure patrie e di sven­ture domestiche le quali lo avevano posto, ancor giovane, a capo della famiglia. In quel periodo in cui già s'era iniziato il risor­gimento isolano (5), e il rinnovamento degli studi di diritto, di economia e, specialmente, di storia che meglio risolvevano il problema di gridare rivoluzione senza che lo vietasse la censura, era naturale che il giovane Torre Arsa, avido di letture storiche, non potesse sottrarsi alle tendenze ed alle influenze della nuova cultura. Ma la sua attenzione, resa più vigile dalla coscienza delle esigenze spirituali della vita moderna, si rivolgeva anche alla storia più recente di cui era stato testimone. Lo spettacolo di indisciplina osservato cogli occhi pensosi di giovinetto nella rivolta carbonara del '20, aveva reso il discepolo del precettore carbonaro ce ritroso ad ogni associazione , e lo faceva pensare chele sette, con la loro esistenza, provano solo le sofferenze di un popolo. La dissoluzione degli ordini civili, i contrasti fra liberali ed aristocratici e i dissensi fra i liberali stessi di Trapani e di Palermo, dai quali avevano avuto origine la lotta fratricida,
ti) Gi.ìvnu-;, U tramonto della cultura siciliana, Bologna, 1919, cap. II. j(,) E. PONTIERI, A proposito ili un censimento siciliana del 1T83I, in Rassegna storica del Risorgimento, VII, 119301, IV, pp. 206-15.