Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <923>
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/ Furtivi la di TOWG Arsa
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l'anarchia feudale e il fenomeno squadrista, di cui, ancora dopo molti anni, restavano le traccie della desolazione ammonitrice, lo avevano convinto della incapacità ricostruttiva di quel rivolgi­mento fatto secondo la vecchia mentalità, e, d'altra parte l'ave­vano persuaso che esso aveva asserito il bisogno di un assetto in cui popolo e sovrano sentissero il dovere di accordarsi per l'attua­zione di un regime di comprensione reciproca e di disciplina. D soggiorno di un reggimento straniero nella città nativa; il sui­cidio dell'amico Martino Beltrami, che non aveva voluto soprav­vivere alla disfatta della causa liberale e s'era tolta la vita nel momento in cui i soldati absburgici entravano in città; le pre­potenze degli ufficiali stranieri, che dai cittadini furono sfuggiti con disdegno, gli avevano fatto nascere in cuore l'odio contro la dominazione straniera, alimentalo, poi, dal vedere l'Austria protettrice dei Borboni, e l'antipatia verso un sistema di governo che, per sorreggersi, aveva avuto bisogno di ricorrervi (6). I rigori polizieschi della restaurazione, che toccarono anche la sua famiglia, e gli atti di giustizia sommaria compiuti da un viceré che per sei anni resse dispoticamente l'isola, gli avevano raffor­zato l'amore per la libertà (7). Il saio della penitenza imposto da un intendente ultra in tutto , gli avevano fatto concepire un'avversione irriducibile contro il formalismo e l'ipocrisia che si ammantavano di quella religione, nella quale era stato edu­cato, che professava sinceramente e che vedeva piegata a stru­mento di dominio. Egli, ripensando la prova d'immaturità data dal popolo e le deficienze del regime nell'opera di restaurazione, e concludendo che la lotta civile aveva dimostrato che, a con­seguire un assetto migliore occorreva il pieno accordo fra tutti gli abitanti dell'isola , si poneva già un programma d'azione diretto a migliorare i conterranei, ad educarli ed affratellarli in un anelito di libertà disciplinata. Sostenendo che l'applicazione di principi d'economia, anche moderni, per compiere la tras­formazione economica e sociale della Sicilia; le riforme capaci di cancellare gli ultimi avanzi del vecchio mondo feudale e faci-
(6) Toitne ARSA, Rie., pp. 4; 10, 16, 34-35. Il reggimento straniero stette a Trapani sino al 3826. La cittadinanza non frequentò più, nemmeno dopo la loro partenza, il caffè ove andavano gli ufficiali austriaci. Contro le loro prepotenze protestò il Oecnrionato. Arch. Coni, di Trapani, Atti Dccur., a. 1821, f. ]2"-M<*.
(7) TonfiK AUSA, Rie, p. 37.