Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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924
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924
Francesco De Stefano
litare la trasformazione della proprietà terriera ; la ripresa stessa, insomma, della tradizione dei napoleonidi anche nell'isola, per cui qnel vestito alla francese y> aveva a alquanto di democratico più conforme ai tempi (8), non bastavano da sole a riavvicinare il popolo al regime: egli metteva già in chiaro che il distacco dalla monarchia borbonica era da cercarsi anche in cause morali.
Esaminando così, con mente pacata, l'opera del moto rivoluzionario e della reazione, il Torre Arsa si apriva la via verso una nuova concezione ed una nuova pratica della vita. Appartenente ad antichissima famiglia dalla quale erano usciti alti ufficiali e funzionari, nell'epoca in cui si stava formando una nuova coscienza giuridica e in cui le posizioni privilegiate erano state prese d'assalto perchè non corrispondenti più alla nuova Società (9), egli aveva acquistato chiara coscienza delle nuove esigenze sociali e dei doveri particolari della classe nobile, la quale, se non voleva rinunziare alla sua posizione preminente, doveva pensare alla necessità che all'esercizio dell'autorità i giovani arrivassero attraverso il tirocinio di buoni ed accurati studi (10), con una preparazione spirituale ampia e moderna. Quindi aveva voluto che anche il fratello Giambattista facesse eccezione alla regola della maggior parte delle famiglie nobili e che, compiuto il primo corso di studi presso i benedettini a Monreale, che dalla seconda metà del secolo precedente era uno dei centri culturali più cospicui della Sicilia, frequentasse l'università. Quindi Giambattista, oltre i corsi di scienza, frequentò anche quelli di diritto e di lettere; quindi, come il fratello, imparò il francese e l'inglese e studiò le opere della più recente letteratura. Ma in tempi in cui, come scriverà lo storico maggiore della corrente reazionaria, oc in generale lo studio delle lettere era fra noi sterile , e gli ignoranti attraversavano i sapienti ed a i valenti avversati avversava (11), era, ricorda il Torre Arsa, ce rischio non lieve la ricerca di quei libri in cui si apprendeva ad amare il sapere come sussidio caldissimo
(8) TORRE ARSA, Rie* pp. 5, 38, 39.
19) Ibid., p. 75. E. PONTIERI, II tramonto del baronaggio siciliano, in Archivio storico siciliano, IH, 83 eegg. (10) TORRE ARSA, Rie., p. 75. Ili) G. DE STVO, Storia delle due Sicilie dal 1874 al 1861, Trieste, 1868, I, 76.