Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <927>
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/ Fttrdétìa dt Torre Arsa
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studente universitario al fraleilo maggiore che ricopriva già un alto ufficio amministrativo. Giambattista, scolaro diletto del Perez e di E meri co Amari, era il tramite diretto, cauto ed intel­ligente fra i liberali della capitale e quelli della città nativa. Quivi, nella loro casa, s'era formato una specie di cenacolo di intellettuali che si riunivano attorno al marchese che comin­ciava già ad essere considerato come un capo liberale. Le fonda­zioni di beneficenza, il favore dato alla diffusione della cultura, la fondazione di una biblioteca pubblica e di un istituto di edu­cazione femminile, conferivano alla famiglia rappresentata da lui un ascendente tanto maggiore quanto più stazionaria o rea­zionaria era la cultura ufficiale. Anche in questo piccolo e lon­tano centro della Sicilia, come fu notato per altri centri del­l'Italia, il movimento culturale, che era preparazione e parte stessa di quello politico, prendeva dunque le mosse special-mente da quegli uomini della aristocrazia ai quali la cultura fa sentire maggiormente i doveri della posizione sociale (22), e si rafforzava di elementi nuovi che, come Salvatore Calvino e Vito Beltrani, intimi amici dei Torre Arsa, uscivano dalla bor­ghesia intellettuale.
Quanto metodica la formazione dei due Torre Arsa maggiori, altrettanto irregolare quella del fratello più piccolo. Irregolare della cultura, Enrico predilesse, invece, la vita piena di movi­mento e gli studi della arte militare. Anche questi formavano una parte notevole della tradizione familiare, dal Castellano Antonio di Lancillotto Fardeila, alla cui storia avventurosa somi­glierà quella di Enrico, sino all'ammiraglio gerosolimitano Ro­meo, sino allo zio Giambattista, generale e combattente nelle grandi guerre del periodo napoleonico. Il giovane sognava di rinnovare le gesta del leggendario antenato che alla famiglia aveva dato il nome e l'arme cambiando la fortuna di una quasi perduta battaglia col sostituire all'atterrata bandiera tre fasce sull'asta della propria lancia e di emulare lo zio che, alla testa dei suoi squadroni di cavalleria, aveva caricato brillante­mente il nemico (23). D'indole esuberante, facile all'entu-
(22) ANZILOTO, Gioberti, p. 54.
(23) Come leggeri nella storio detta famiglia Fardelli! che trovasi, in P. BE­NIGNO DA S. CATERINA, Trapani nello slato presente profana e sacra, p 1, Trapani profana, 1810, mas. della Bibl. Fard, di Trapani, f. 142-3. Altre notizie, in un msfi. del FOCALI presso il E-- Museo Pepoli. Una breve storia della famiglia, in Enciclopedìa storico-nobiliare italiana, IH, 88*91.