Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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/ Fttrdétìa dt Torre Arsa
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studente universitario al fraleilo maggiore che ricopriva già un alto ufficio amministrativo. Giambattista, scolaro diletto del Perez e di E meri co Amari, era il tramite diretto, cauto ed intelligente fra i liberali della capitale e quelli della città nativa. Quivi, nella loro casa, s'era formato una specie di cenacolo di intellettuali che si riunivano attorno al marchese che cominciava già ad essere considerato come un capo liberale. Le fondazioni di beneficenza, il favore dato alla diffusione della cultura, la fondazione di una biblioteca pubblica e di un istituto di educazione femminile, conferivano alla famiglia rappresentata da lui un ascendente tanto maggiore quanto più stazionaria o reazionaria era la cultura ufficiale. Anche in questo piccolo e lontano centro della Sicilia, come fu notato per altri centri dell'Italia, il movimento culturale, che era preparazione e parte stessa di quello politico, prendeva dunque le mosse special-mente da quegli uomini della aristocrazia ai quali la cultura fa sentire maggiormente i doveri della posizione sociale (22), e si rafforzava di elementi nuovi che, come Salvatore Calvino e Vito Beltrani, intimi amici dei Torre Arsa, uscivano dalla borghesia intellettuale.
Quanto metodica la formazione dei due Torre Arsa maggiori, altrettanto irregolare quella del fratello più piccolo. Irregolare della cultura, Enrico predilesse, invece, la vita piena di movimento e gli studi della arte militare. Anche questi formavano una parte notevole della tradizione familiare, dal Castellano Antonio di Lancillotto Fardeila, alla cui storia avventurosa somiglierà quella di Enrico, sino all'ammiraglio gerosolimitano Romeo, sino allo zio Giambattista, generale e combattente nelle grandi guerre del periodo napoleonico. Il giovane sognava di rinnovare le gesta del leggendario antenato che alla famiglia aveva dato il nome e l'arme cambiando la fortuna di una quasi perduta battaglia col sostituire all'atterrata bandiera tre fasce sull'asta della propria lancia e di emulare lo zio che, alla testa dei suoi squadroni di cavalleria, aveva caricato brillantemente il nemico (23). D'indole esuberante, facile all'entu-
(22) ANZILOTO, Gioberti, p. 54.
(23) Come leggeri nella storio detta famiglia Fardelli! che trovasi, in P. BENIGNO DA S. CATERINA, Trapani nello slato presente profana e sacra, p 1, Trapani profana, 1810, mas. della Bibl. Fard, di Trapani, f. 142-3. Altre notizie, in un msfi. del FOCALI presso il E-- Museo Pepoli. Una breve storia della famiglia, in Enciclopedìa storico-nobiliare italiana, IH, 88*91.