Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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/ Fardello di Torre Arsa
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proprio alcuni dei futuri amici più intimi del Marchese tra cui M. Stabile e L. Scalia (28), e quel Giovanni Denti di cui egli pianse la morte immatura. Anche altri futuri amici, quali il principe di Granalelli, Michele ed Enterico Amari, ebbero rapporti con gli emissari della Giovane Italia (29). Ma il carattere autonomistico delle rivendicazioni siciliane aveva allontanato spiritualmente il Mazzini e questi liberali. Perciò la Sicilia non era apparsa al Mazzini terreno di iniziativa italiana come egli l'intendeva. Ma poi, tra il '40 ed il '44, era tornato a lavorare il terreno dell'isola scrivendo ad amici ed inviando stampe e la sua propaganda faceva proseliti benché egli non deponesse il suo primitivo giudizio sui siciliani. Ma si trattava sempre di elementi non molto numerosi. Eppure se in tali condizioni le speranze di un moto prossimo dovevano fallire, si lavorava, tuttavia, per il 1844, anno in cui l'iniziativa avrebbe dovuto combinarsi tra la Sicilia e il centro della penisola. Ma la propaganda, se era fruttuosa a Messina e a Catania, incontrava difficoltà a Palermo (30). In un paese agricolo come la Sicilia, i centri nei quali la propaganda democratica poteva attecchire più facilmente erano quelli marittimi dell'oriente ove erano condizioni di vita diverse da quelle dei centri occidentali. Nella Sicilia occidentale, dov'erano una capitale con una numerosa classe impiegatizia e centri rurali, e nobiltà forte, l'elemento dirigente e la massa dei liberali conservavano idee moderate. E lo Zambeccari e il Ribotti dovettero convincersi di questo stato
(28) A. SANSONE, La Sicilia nel trentasette, in Ardi. Stor. Sic, XIV, p. 383.
(29) RAFFAELE, Rivel. stor. dal 1848 al 1860, Palermo, 1883, p. 38.
(30) Su tutto ciò, v. MAZZINI, Op. XTV, Epist. VI, p. 78. Sicché il DE Srvo (Storia cit. I, 1. I, 99) concludeva che i seguaci della Giovane Italia avevano in cuore Giovane Sicilia. Epist. IX, pp. 316, 360 ; cfr. XIII, p. 148; Prot. Giov. tu, I, 85. cfr. 106 e II, 194. Sui progetti, speranze, illusioni, diffusione delia Giov. II. e stato del partito rivoluzionario in Sicilia in questo tempo, cfr. Epist. Alt, 234, 265, 290, 351, 352, 394, 395, 396; XEH, 140, 176, 184, 195; XV, 94, 115, 177; XVTI, 238; Prot. Giov. lt., I, 106; II, 85, 95, 97, 122, 168; m, 13, 34, 35, 112, 122; Epist. X, p. 328; XI, pp. 14 e 30; Prot. Giov. lt., I, 258; Epist. XI, p. 31; XII, p. XXI, 234, 265, 290, 322. 394, cfr. 351, 352; XV, p. 94; XIII, pp. 176, 190; Prot. Uìóv, ItaL, II, 88, 111, 112. ét... CALVI, Memorie storiche, I, 265. Il FAJHNI, Epistolario a cura di L. Rava, Bologna, 1911, I, 77, riferendosi al *48, dice che dì là dal Faro la Giovane Italia non ha influenza se non a Messina e Catania . Su questo argomento v. anche ÌNL D. EVOLA, Polemiche giornalistiche ed albori d'italianità in Sicilia, ne La Sic. nel Ria., Ili, (1933), I, 99 ag.