Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <933>
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/ Fardello, di Torre Arsa
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ed in esse sì con giungevano le correnti liberali d'ogni paese e nascevano le amicizie destinate a rinsaldarsi nei pericoli dell'a­zione o nei dolori dell'esilio o del carcere, come quella tra Enrico e il Ribotti. Nella casa del marchese di Torre Arsa furono custodite, come sacro deposito , centinaia di copie dell'Introduzione al Saggio del Palmer! scritta da Michele Amari ((dedicato a quell'altro Parlamento senza tetto, senza nome, senza statuti, che dalle Alpi alla Punta del Lilibeo, comincia ormai a deliberare sulle proprie faccende (37); e da quella casa si diffusero di un subito... eccitando vieppiù l'amor patrio e l'opposizione al governo (38). Lo stesso Reale Istituto d'inco­raggiamento, del quale il marchese fu socio onorario dal 1841, diventava sede di discussioni che dal campo scientifico non di rado sconfinavano in quello politico (39). L'ufficio medesimo era pel Torre Arsa un buon osservatorio per studiare le condizioni del paese e la pratica del regime nel momento in cui il potere centrale attendeva a livellare le due parti del regno, a riformare l'amministrazione, a curarne il progresso economico, a renderlo, nello stesso tempo, indipendente dall'estero, anche a costo di urtare le prepotenze del capitalismo inglese : nel momento, cioè, di maggior delicatezza per lo Stato, che tendeva verso un ordine più moderno di cose, e per la società siciliana la quale si trovava in una crisi d'assetto, tanto più dolorosa ed insoffribile, quanto meno essa aveva potuto o voluto curare, nel periodo di benes­sere della guerra e deU'immediato dopo guerra, l'erezione di quel nuovo edificio sociale ed economico che ora il governo centrale cercava di creare, destando la suscettibilità isolana, resa più sensibile dallo scomparire delle vecchie istituzioni e dell'au­tonomia, dall'urto d'interessi economici contrastanti, dal sistema tributario e poliziesco, che i funzionari napoletani o isolani rendevano più odioso.
Certamente la cultura ormai più diffusa e l'esame più attento dei problemi contribuivano ad acuire il senso di malessere e a rendere più rigoroso l'abito critico. Ma quantunque il Torre
(37) AMARI, Introd. al Saggio, p. Vili.
(38) TORBE ÀRSA. Rie, p. 90.
(39) Ibid., p. 76; v. anche gli appunti antiborbonici ài V. D'Onde* Reggio, in F. MEDA, Vito D'Onde Reggio, Firenze, 1928, p. 19.
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