Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <934>
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Francesco De Stufano
Arsa, seguendo la storia della classe intellettuale a cui apparte­neva e che preparava la rivoluzione, oltre e più che al disagio economico, attribuisca la causa ultima di essa a quello morale, ricerca, tuttavia, nel primo quel tanto di forza che esso dava all'avversione contro i Borboni. Dal confronto tra le ce diffe­renze economiche attuali e il recente passato di prosperità goduta durante il predominio inglese, il passaggio ad un giudizio politico era facile e breve. Ne, d'altra parte, per quanto sia da guardare alla classe intellettuale come fattiva della storia, è da trascurare la storia del popolo come massa, coi suoi bisogni, i suoi impulsi, le sue manifestazioni. Su di esso il Torre Arsa si soffermava come sulle condizioni economiche e finanziarie spe­cialmente della sua città, e poi dell'isola, cercando di rilevare le ripercussioni politiche di esse (40). La città nativa, come le altre dell'isola, soffriva per quella crisi d'assetto che si prolun­gherà sino alla vigilia della rivoluzione. Nei primi tempi, essa aveva l'aspetto dell'opulenza a causa del commercio del sale e di quello di cabotaggio; ma le industrie erano sempre più limi­tate, i fallimenti non pochi, la contrazione degli affari notevole, specialmente dopo la lunga serie di carestosi anni che aveva colpito l'agricoltura, ricchezza principale della provincia. Il ter­ribile colera del '37 ebbe ripercussione economica e demografica gravissima; e, sintomo del rivolgimento morale, si gettò la colpa sul governo e dalla insipienza dei suoi rappresentanti si trasse motivo a rafforzare quell'assiduo ed efficace lavorìo morale che operò poi nel '48 . La lenta ascesa verso una situazione normale fu frustrata tre anni dopo, quando il conflitto anglo­napoletano per gli zolfi, diede, a causa delle rappresaglie inglesi, un nuovo colpo al commercio cittadino ed occasione ai liberali per agitarsi. L'anglofilia siciliana, che era anche una forma di fobia borbonica, era naturalmente forte in una città la quale era in frequenti rapporti commerciali con l'Inghilterra. Poi rico­minciò l'ascesa; ma dolorosissima rimaneva la situazione dei contadini. Le avversità climateriche, i sistemi arretrati di cul­tura, la mancanza assoluta di strade e di sicurezza, aggravavano gli effetti delle frequenti carestie e del deprezzamento dei grani o della instabilità del loro mercato, su cui, in misura sempre maggiore, si facevano sentire la concorrenza dei grani levantini
(40) TORBE ARSA, Rie, I, passim.