Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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936
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936
Francesco De Stefano
la Sicilia si era trovata e avevano avvicinato il siciliano alla vita italiana e andavano creando quel sentimento comune nazionale che si fonderà, non più sul solo comune patrimonio culturale, ma anche su un sentimento politico comune per cui i patriottj siciliani vorranno che la Sicilia concorra ce alla santa opera, che richiede l'unione di tutti gli sforzi della nazione, della cacciata dello straniero ed alla formazione di un grande organismo politico italiano nel quale, lihere ed uguali, le individualità subnazionali continuino a vivere secondo la légge del progresso (42).
Ma questa, appunto, era la prima questione: ottenere all'isola reggimento politico libero, libertà d'istituzioni, libertà di discutere, insomma, quell'autonomia che tanto più fortemente si sentiva, quanto meglio avvertito era il movimento accentratore a cui il sovrano aveva dato impulso e che, per reazione, determinava uni maggiore desiderio di essa. Come negli altri stati italiani, in Sicilia la genesi della libertà del '48 avviene sotto la forma di rivendicazione di tradizioni contro l'assolutismo, ed è il frutto del riconoscere che da sé, dalla loro storia dovessero derivare le ragioni della propria libertà come rivendicazione d'un diritto a non vivere più sotto la soggezione di una volontà che non fosse la propria. Quel parlare di autonomia, di statuto, di legalità non era, a differenza del '20, puro richiamo all'antico ma un affermare il principio costituzionale come principio di libere istituzioni, uno sperare in un'opera di svecchiamento e in un assetto più moderno. Attraverso la reintegrazione di uno stato di diritto nasceva uno spirito nuovo per il quale la grettezza municipale sarà a poco a poco superata e per cui la rivoluzione siciliana sarà inserita in quella nazionale italiana. E se in alcuni v'era ancora l'avito orgoglio municipale, per molti essa era un mezzo per entrare nella nuova vita italiana con quell'animo, come dice l'Amari, ce di siciliano che bramava la libertà di un piccolo stato e desiderava l'unione dell'Italia senza sperarla vicina (43). A Ferdinando II che appariva l'incarnazione del regime dispotico e il costruttore di quella barriera che separava i siciliani dagli altri fratelli italiani, si
(42) Bibl. Fard, di Trapani, mas. ToDRB AUSA,. 1855. (4). Storia dei Musulmani in Sieitiu, Ut, 895.