Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <937>
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/ Fardello di Torre Arsa
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finisce col negare l'autorità la quale nel sovrano nasce dall'ascen­dente sui sudditi e vive del connaturarsi coi bisogni sentiti dalla loro coscienza.
L'atteggiamento dei Torre Àrsa fu, quindi, sin dal principio, atteggiamento di opposizione : non già ch'essi si ponessero contro l'istituto monarchico, perchè, sia per tendenza, che per senso realistico e per cultura storica, essi saranno sempre monarchici convinti e fedeli; ma respingevano quella determinata dinastia che allora della monarchia incarnava la forma più invisa e che, a ragione o a torto, era creduta responsabile di tutti i mali. Usciti da una famiglia che aveva lealmente, ma non servila mente occupato alte cariche nell'amministrazione dello stato, i tre fratelli Torre Arsa erano un esempio notevole del distacco della nuova generazione da quella dinastia. Diffidavano di essa (44); ne chiamavano spergiuro il capo; ne avversavano il regime dispotico che per esistere doveva lottare con lo sviluppo progressivo dell'umano sapere, la maggiore istruzione d'ogni classe della società ; la reputavano incapace di rinnovarsi e di rinnovare, stazionaria o retrograda, insensibile a rispondere ai bisogni dei popoli, modificandosi opportunatamente a seconda del variato e crescente sviluppo morale di quella (45). Ferdi­nando che, per le spese del suo breve soggiorno a Trapani, lasciava diciotto ducati, era un gretto ce nel fiore della giovi­nezza e quindi nei momenti di maggiore espansione e nobiltà di sentimenti (46); Ferdinando, che negava il permesso di costruire un teatro di cui Enrico ed alcuni amici gettarono le fondamenta in sfregio al diniego al Decurionato che lo chiedeva come un'opera cotanto reclamata dai progressi della civilizzazione affine di ingentilire i costumi e formare degli ottimi cittadini , e lo negava col pretesto che la costruzione sarebbe costata una sovrimposta del dazio sull'olio che consu­mava la povera gente, era un ipocrita perchè egli, così tenero dei poveri, non lasciava che sorgesse l'ospizio per i poveri, prima cura d'ogni paese incivilito essendo il provvedere ai
(44) A ragione il NIBCO, Ferdinando li e il suo regno. Napoli, 1884, p, 76: A questi popoli Mancava la fede nella casa regnairìce .
(45) Bibl. Fard, di Trapani, mas. TOBRK AUSA, 1855.
(46) TORRE AUSA, Rie., p. 53. Ma il re fn più generoso di qnanto non dica il Torre Àrsa ; v. A. SANSONE, La Sicilia nel mintasene, cit., p. 560 n.