Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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938
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Francesco De Stefano
bisogni dei miseratili , nonostante che persone ricche avessero destinato rendite per quella costruzione (47). In questo caso non si comprende quale colpa avesge Ferdinando nella lentezza della burocrazia dell'Intendenza. Ma tant'era : quando esisteva quel profondo distacco morale fra il sovrano e i sudditi, di ogni male si rigettava la causa sul re. Non lo si era accusato di avere importato il colera del '37? (48). Non si giungeva persino a ce scusare quasi il delitto , quando poteva ce implicare uno sfregio all'odiato governo? (49). Disposizione psicologica pericolosa (quest'ultima) che farà vivere momenti dolorosi alla Sicilia nei periodi successivi.
Impostata su una piattaforma non economica, ma sul concetto che il movimento antiborbonico era un fatto anzitutto morale, e rendendo, nello stesso tempo, giustizia al regime per i suoi sforzi tendenti ad inaugurare un migliore sistema amministrativo, la lotta che i Torre Arsa conducono contro i Borboni acquista carattere di nobiltà e visione non angusta di rivendicazioni. Ed è notevole la cura posta nel distinguere la dinastia dal popolo napoletano ; nel che è implicito uno dei futuri motivi che il marchese, ministro degli esteri, svilupperà maggiormente, essere, cioè, la rivoluzione diretta contro i Borboni ed avere lo scopo di fare entrare la Sicilia ce adulta e piena di vita maggiore nella gran famiglia italiana ed a porgere ce da fratelli la mano ai popoli della penisola e dividerne le sorti , intervenendo nella costituzione di essa ce non come ultima parte di un regno mal retto e corroso ma come stato libero che aderisce di suo diritto e nella pienezza della vita perchè sentiva ce altamente legata la propria sorte a quella della intera Italia . Onde, nel primitivo abbozzo dei Ricordi (1855), poi ridotti ad una pura esposizione documentata della politica estera, il marchese di Torre Arsa, considerando l'accusa di municipalismo lanciata alla rivoluzione siciliana del 1848-49 e al suo governo, lo mostrava come un momento di tutta la vita italiana di quel periodo e chiedeva che fosse compreso e giudicato nel processo storico di essa (50).
(47) Àrchiv. coni, di Trapani, Atti Decur.. a. 1843.
(48) TORRE ARSA, Rie., p. 60.
(49) Jbid.r p. 79.
(50) Bili. Fard, di Trapani, miro. TORRI; ARSA, 1855.