Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <942>
immagine non disponibile

942 Francesco De Stefano
la prima ad inalberare il vessillo della fusione per le sue condizioni di evidente inferiorità rispetto agli altri slati italiani più progrediti e forti, e per l'isolamento geografico e per quello morale. L'unificazione sarebbe venuta dopo, quando le sue capa-cita, nella riacquistata autonomia, sarebbero maturale in grado tale da permetterle di essere parte attiva e cosciente della lega degli stati italiani, legittima conseguenza del preconizzato pri­mato del pontefice , unendosi agli altri stati italiani come stato libero e indipendente . La duplice aspirazione all'auto­nomia e federazione dominava senza contrasto i liberali sici­liani. I rapporti tra essi e quelli del continente si stringevano entro questo sebema ideale senza uscir mai dalla linea gene­ralmente segnata cioè del mirare a far si ebe i principi italiani, cominciando a riformare lo stato con buone leggi municipali e amministrative, si fossero stretti in lega, per far ripassare le Alpi allo straniero ebe occupava parte nobilissima della peni­sola (58).
Nell'assetto federale si conciliavano bene l'idea autonomista e il sentimento di italianità. Inoltre bisogna tener presente la considerazione, ebe avrà il suo peso negli sviluppi della politica estera, per cui un movimento riformatore avrebbe avuto l'ap­poggio dell'Inghilterra che amava più. la evoluzione che la rivo­luzione. Infine, essendo opinione generale che la lotta contro i Borboni, l'unica via possibile alla libertà, non potesse essere combattuta e non potesse riuscire vittoriosa che sotto la specie dell'autonomia, era difficile, anche alla vigilia della rivoluzione, che il principio unitario trovasse largo favore. Se questo non aveva numerosi seguaci in regioni più progredite, tanto meno poteva trovarne in Sicilia ove i liberali erano progressisti, si, ma legalitari che si contentavano di riforme (59). Non che più tardi non vi saranno coloro che vagheggeranno ce come ideale dell'ottimo, come il solo governo veramente libero, la repub­blica democratica , ma sono idealisti di buona fede, educati <c ne' pacifici recessi dei loro gabinetti (60); poiché ce un par­tito repubblicano, nel senso di partito, non esiste in Sicilia, non potendosi dir tali o come legate a partito le opinioni e i voti
(58) Tomai ARSA, Rie., pp. 73, 88, 92.
(59) V. Epist. dei Mazzini, cit. appresso.
(60) CALVI, op. cit., I, 194-95.