Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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944
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944 Francesco De Stefano
non sue, una vita di stenti accresciuti dalla povertà del snolo e dalle ingordigie private o del fisco e che si moveva soltanto sotto lo stimolo del bisogno. Inoltre, qual che si fosse la Epecie di questa massa, nella mente ingenua del lavoratore il sovrano era al di sopra delle colpe e delle malefatte che erano attribuite solo al governo ed ai funzionari con cui viveva a contatto, veri lirannclli, anche se conterranei, in eerti casi. La parola dei liberali alle masse suonava vaga. La propaganda delle nuove idee non era mancata neanche dal pulpito (67); ma ancora non si era al punto nel quale basta l'opera di pochi animosi per commuovere un popolo; ancora i molti dormivano, e non erano travagliati dall'ansia di un bene da conseguire, e per lo meno dal volersi liberare da un male avvertito ed esoso... Ancora le masse non erano state impressionate da alcun grande avvenimento vero o supposto di tali cambiamenti, da segnare una nuova epoca della storia d'una nazione .
D'onde poteva partire la parola o il gesto che avessero la forza di impressionare o di trascinare? La Santa Sede esercitava ancora grande influenza sull'umana famiglia ed un nuovo atteggiamento della stessa, doveva, necessariamente, sviluppare influenze e forze morali sino allora non avvertite . E la morale non si poteva, nelle masse, disgiungere dal sentimento religioso. Ne conseguì che il primo gesto e la prima parola del capo della religione fecero quello che i liberali non sarebbero stati capaci di fare. L'entusiasmo popolare esplose e traboccò penetrando ovunque; e dalla lontana Torre Arsa, ove i tre fratelli e gli amici si trovarono riuniti per l'ultima volta, nella gioia smodata dell'attimo al clamore di tutti gli italiani fece eco il grido di ce Viva Pio IX . Nelle masse quel grido penetrava come simbolo di un migliore avvenire (68); e, attraverso questa'nuovo mezzo, gli intellettuali poterono arrivare ad esse. Così fu aperta ce la via ai desiderati miglioramenti , fra i più lieti auspici.
ffiTU "Leu. di A. Marocco a M. Amari, 15 aprile 1847, in Cari, di M. Amari, I, 206.
(68) ToaiiE AUSA, Rie., pp, 75, 84-86. Sulle dimostvazioni a Trapani, S. ROMANO, Gli avvenimenti di Trapani nella rivoluzione del 1848, Palermo, 1898. pp. 8*9; DE SIVO, op. cit., I, 98. Sulla riunione nella villa di Torre Arsa, Arch. conte Fardello T, A., postilla del marchese alla lettera inviatagli dagli amici di Palermo il 28 aprile 1847. Tra essi, il licltrani.