Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
<
1934
>
pagina
<
950
>
950 Frtmcesco De Stefana
fermento, Enrico si avanzava rapidamente alla testa di un buon numero di squadre ingrossatesi durante il cammino, che, al dire del Calvi stesso, si era trasformata in marcia trionfale anche per la fama della vittoria che precorreva il giovane. H 30 gennaio entrò in città. I ribelli adunati attorno alla sua casa, acquistarono baldanza, ce Animati tutti dalla sua voce assalirono il castello e, dopo cinque ore di lotta, lo costrinsero alla resa (38). L'indomani giungeva anche Giambattista con armi e munizioni (89). Costituitosi il Comitato provvisorio, ne furono presidente lo Staiti e segretario generale l'Omodei. Enrico presiedette il Comitato di guerra e marina, Giambattista la Commissione per il reclutamento (90). Forte dell'ascendente che esercitava sugli armati e generoso nella vittoria, Enrico seppe evitare alla rivoluzione trionfante la macchia degli eccessi. I soldati regi furono rispettati; il comandante del presidio, colonnello Almeyda, fu salvato in casa Torre Arsa sotto la specie di prigioniero di guerra (91). Ma la situazione in provincia era assai grave. À Vita, per esempio, ove maggiori erano stati in passato gli abusi e più crnda era la miseria nella massa dei contadini, scoppiarono tumulti di inaudita violenza. Fatti uguali successero a Mazara. Enrico, a capo di una spedizione, rafforzata da alcuni pezzi di artiglieria, percorse la provincia e, senza fare uso delle armi, seppe ristabilire l'ordine con fermezza e tatto (92).
(88) Sulla marcia di Enrico, v. LA MASA, Documenti, ciu, pp. 1, 111-12; Bibl. Soc. St. patria di Palermo, Stampe 1401 cit.; P. CALVI, op. eit., I, 107; La Rigene-razione, giornale periodico politico della Sicilia, I, 175. V. anche Ardi, di Stato di Trapani, filza Soc. econ.
(89) Arch. conte Fardello T. A., decreto del comitato lì di Palermo, 1 febbraio 1848.
(90) Arch. di Stato di Trapani, filza Soc. econ. e Guardia nazionale.
(91) La lettera del col. Almeyda, è conservata presso VArch. del conte Far-della T. A.
(92) Arch. di Stato di Trapani, filza Personale finanza e diversi, leti, di Enrico Fardella al vice presidente del comitato di guerra, Salemi, 23 febbraio 1848. L'opera spiegata da Ini per restaurare l'ordine nei comuni di Vita e di Salemi è ricordata in un doc. in data 5 marzo 1848, Arch. di Stato di Palermo, Polizia, busto 532, doc. 937 (per cortese comunicazione di mons. F. Pottino). Per Mazara, v, S. NICASTBO, Dal quarantotto al sessanta, Milano, 1913, p. 129 n. A Vita il popolo era oppresso più ebo altrove. Il percettore delle imposte era ignaro dì lettere e di contabilità , lasciava ad altri la percezione, ed angariava i contadini nell'esazione della tassa sul macinato [Arch. di Stato di Trapani, filza Affari ris. Calatafimi, 1847).