Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
<
1934
>
pagina
<
955
>
/ Fardello, di Torse Arsa 955
misto di deputati e di pari nei casi di divergenza fra i due rami del Parlamento avesse doti di abilità e di fermezza, di tatto e di energia, di moderazione e di capacità nel difendere le istituzioni. La preoccupazione di definire subito la forma del regime non solo rispondeva al bisogno di assicurare la stabilità nel senso voluto dai liberali moderati, di infrenare i democratici più spinti e di rafforzare il governo provvisorio, ma anche di offrire una garanzia all'estero e specialmente all'Inghilterra che, ai primi sintomi di repubblicanesimo nella Camera dei Comuni, s'era allarmata, non convenendole le rivoluzioni radicali (108). In un'Europa tanto agitata, sopratutto dopo la rivoluzione parigina del febbraio, una nuova repubblica sarebbe stata malvista. Coi Borboni nemici ed armati e decisi a riprendere l'isola ribelle, e forte solo di un entusiasmo che non poteva durare, il trascinarsi nella provvisorietà avrebbe portato la sconfitta sicura. Perciò, la mattina del 13 aprile, Ruggero Settimo indisse una riunione preliminare ce tutta affatto privata alla quale partecipò il Torre Arsa. Invitato ad esporre per il primo il suo pensiero, egli disse che importava non uscire dalla via tracciata dal nostro diritto storico e venne ce alla conclusione di dichiarare la decadenza di Ferdinando II, passando all'elevazione al trono di Sicilia d'altro Principe della 6ua famiglia ; conclusione la quale, per lui che divideva ce la comune diffidenza verso il Borbone, era nella seconda parte respinta dal cuore ma consigliata dalla ragione .
La maggioranza dei convenuti accolse intera la sua opinione, ma Settimo ne accettò solo la prima parte (109). Certamente l'accettazione intera della proposta del Torre Arsa avrebbe evitato la guerra col re e la disfatta della rivoluzione. Ma in quella riunione... prevalse più l'entusiasmo patriottico ed un sentimento che vorrei reputare di nobile fierezza, che il freddo calcolo della ragione , e la Sicilia, per opera di pochi, si lanciava, impreparata, in una impresa che solo l'entusiasmo del momento poteva far prevedere vittoriosa. Il pensiero del Torre
(108) TOSBE AUSA, Rie., pp. 250 e 177; CALVI, op. cit., 1, p. 195.
(109) TOBBE AUSA, Rie,, p. 264. V. l'esposizione dei fatti sotto aspetto diverso in CALVI, op. cit., I, p. 280 segg.; RAFFAELE, Rivelazioni storiche della rivoluzione dal 1840 al 1860, Palermo. 3883, p. Ili neg.; ed ora BELTBANI, op. cit... II, p. 109 segg., p. 112-17.