Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <957>
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/ Fardella di Torw Arm 9S7
debole che doveva trattare sempre non potendo ordinare mai ed una Camera sempre più irrequieta, con la preoccupazione di dover opporsi contemporaneamente ai repubblicani ed ai con­servatori, il compito del Presidente diveniva sempre più diffi­cile. Ma il Torre Arsa conduceva le discussioni con abilità, curando che la Camera, espressione della volontà dei popolo, nell'esecuzione della sua opera legislativa fosse rispettata e che la libertà fosse in tutti i modi garantita; poiché, mentre in teoria, il rispetto alla Camera era sommo, in pratica gli ele­menti irresponsabili dei circoli e della Guardia nazionale cer­cavano di dominarla.
Di questa azione abile ed energica del Presidente ricordiamo solo alcuni esempi. Nella tornata dei 9 giugno, intervenendo nella discussione di una interpellanza, dichiarava che la libertà del pensiero e della parola deve essere la nostra ban­diera (111); e in quella del 10, discutendosi il progetto di legge sulla stampa, dirimeva col suo voto il risultato della discus­sione facendo approvare, in tal modo, la legge in favore della libertà di stampa <c il mezzo più potente che si sia trovato nel mondo per la propagazione dei lumi e la rigenerazione delle menti (112). Nella tornata del 30 giugno, discutendosi il pro­getto sulle onorificenze e sulle pensioni militari, il Torre Arsa, vedendo nelle tribune molta folla di armati entrata per imporre, con ratteggiamento minaccioso, la propria volontà ai deputati, dichiarò, non ostante il prudente consiglio di qualcuno, che avrebbe sospeso l'adunanza se le tribune non fossero state sgom­brate. L'autorità legislativa del Parlamento doveva essere libera ed intera. L'ultimo giorno della sua presidenza si chiuse con un atto che dimostra la sua cura vigile nel salvaguardare le prerogative costituzionali della Camera, riconducendo nei suoi veri termini la discussione sul prestito estero e la competenza del Comitato misto (113).
Questi atti che, in tempi normali, non sembrano straordi­nari, acquistavano significato e forza particolari in un momento
(111) Au, del Ria.. Sic., 1, p. 826.
(112) lbid 1, JÌ. 857-8; TOBBE AUSA, RÌCJ I>. 313-U, per il particolare del 30 giugno non riportato negli atti ufficiali.
(113) As?. del Ri*., Sic. II, p. 218-21. e Tonni; AUSA, Rio., p. 351-2.