Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <960>
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960 Francesco De Stefano
spedizione marciò prima verso Catanzaro, indi procedette per Spezzano e Cassano. AI dire dello storico maggiore di parte bor­bonica, Enrico aveva gente sì svogliata e mala che ne volle lasciare il comando perchè indisciplinata e inobbediente e non sapersi che valore se ne potesse sperare nella pugna ; ma poi dovette prendere anche le bande calabresi del Mauro* Comun­que, il 26 giugno egli sostenne bravamente coi suoi uomini, alcuni reparti della brigata e i volontari calabresi, un combat­timento durato tutta la giornata e solo al termine di essa si ritirò. Questo insuccesso, la notìzia dell'arrivo di altri rinforzi nel campo nemico, la paralisi del movimento rivoluzionario in Calabria e la tranquillità delle provincie finitime, decisero il comandante in capo ad ordinare la ritirata generale.
ce Mancando la rivoluzione occorrevano altre risorse ( 121). Ma il governo siciliano non disponeva di mezzi né finanziari, ne militari. Fu quindi stabilito il ritorno della spedizione. Essa intanto, avendo alla testa Enrico e il Longo, scese alla marina di Catanzaro per imbarcarsi sulle navi siciliane che si atten­devano. Ma poiché queste tardavano a giungere, essa s'acconciò alla meglio su due piccoli legni e si diresse alla volta di Corfù. Dopo cinque giorni di penosa navigazione, già a tre miglia dal­l'isola, sorpresa da una nave da guerra borbonica, che aveva issato bandiera inglese, fa catturata e tradotta a Reggio e a Napoli (122). I capi scrissero subito un memoriale di protesta contro la cattura con quello stratagemma e poi inviarono una lettera al governo siciliano con la quale, riguardando princi-palissimo l'interesse della terra natia, considerandosi per ogni verso non degni di venir posti in considerazione in qualun­que siasi trattativa che potesse farsi , chiedevano che non si curasse per nulla la loro vita da essi offerta in olocausto alla patria (123). Enrico, in particolare, esortava i fratelli a pro­seguire per quella via che arreca maggior bene al nostro
(121) Torme ARSA, Ric. 308.
(122) Sulla cattata, oltre le note del Calvino presso GUABDIONE, Il dominio dei Borboni in Sicilia, p. 393-6, v. Correspondence respecting the affair* of Naples and Sieily. London, 1849, p. 428-29,
(123) TORRE ARSA, Rie., p. 311; Au. del Ris., Sic, U, p. 297; Correspondence,
CF/.> p. 413.