Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <961>
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I Fardello, di Torre Arsa 961
paese ed a pensare che il bene della patria è cento volte più caro di quello di fratello (124).
La cattura della spedizione siciliana fu seguita da un lungo strascico diplomatico per la maniera in cui essa era avvenuta. In Parlamento essa divenne un capo d'accusa contro il mini­stero; nei rapporti esterni si credette di potervi trovare un nuovo argomento per combattere il Borbone, cercando di sfrut­tare l'amicizia dell'Inghilterra della cui bandiera il nemico aveva abusato. Il 18 luglio vi fu alla Camera dei Comuni una interpellanza del deputato La Porta, contro cui il ministero oppose una difesa fiacca, la quale riducevasi solo a promesse e speranze nell'azione diplomatica. Uguale interpellanza ed uguale risposta nella Camera dei pari (125). Si sperava infatti, che, dall'incidente sarebbe derivata una sconfitta diplomatica del governo di Napoli; e in quel lungo scambio ce querimonioso di note fra il governo napoletano e quello inglese, si credeva impossibile che l'Inghilterra non difendesse l'onore della pro­pria bandiera e che non vendicasse l'offesa recatale nelle acque territoriali dell'isola posta sotto la sua dominazione. Viceversa, dopo l'inchiesta da cui risultò che la cattura era avvenuta fuori quella zona, considerato l'abuso di bandiera come uno strata­gemma di guerra, la questione si ridusse al punto se i siciliani catturati dovessero considerarsi prigionieri di guerra o ribelli.
(124) Lett. 2 die. 1848 ai fratelli, esistente presso la caserma intitolata a lui. NeìVArch. del conte Fardello T. A. si conserva onesto dispaccio originale di Daniele Manin, al principe di Bntera ministro degli affari esteri e del commercio: a Ho ricevuto con grandissima soddisfazione il patriottico dono dei generosi sici­liani, che gemono nelle carceri di castel Sant'Elmo, vittime di un'ingiusta perse­cuzione, ed interpretando i sentimenti di tutta Venezia, Vi prego di far giun­gere ad essi rassicurazione della nostra più sentita riconoscenza. Dite loro che la fermezza con cui soffrono i patimenti della prigionia, che l'indomita costanza con coi conservano il loro patriottismo, gli onora non meno d'una vittoria. Dite loro che i duri destini, i quali premono l'Italia, devono essere placati da dolori d'ogni sorta nobilmente sostenuti e che forse un passo solo separa la carcere dal trionfo.
ce Dite ebe ricambio il bacio fraterno, affrettando co' nostri voti il giorno di stendere loro liberi la mano.
a Ringraziate il Presidente del vostro Governo dell'affettuosa simpatia che ci dimostra, date agli ardimentosi Siciliani il nostro saluto, ed accettate le proteste della mia distinta stima e considerazione.
v Dal Governo Provvisorio - Venezia 26 marzo 1849 - - Il Presidente Manin .
(125) Ass. del Ria., Sic. II, p. 35, tornata della Camera dei Comuni del 18 luglio, 41 tornata dal 19 luglio. Cfr. le tornate del 23 e 24 luglio. IV 32, tor­nata della Camera dei pari del 1.8 luglio.