Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <962>
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962 Francesco De Stefano
Impostata così, essa interessava solo i governi di Napoli e di Palermo e non dava a quello inglese motivo d'intervento diretto. Quindi il Palmerston, convinto che non c'era stata violazione di acque territoriali, non si commosse affatto, l'incidente cadde e le porte delle carceri si chiusero inesorabili dietro le spalle dei prigionieri (126).
Le sofferenze, sopratutto morali, dei prigionieri, erano grandi. Enrico, tuttavia, dimostrava un gran spirito di rasse­gnazione. Ma il ricordo delle nostre belle campagne che accol­sero i primi sospiri della mia giovinezza e i sogni che culla­rono questa mia fantasia per lunghissimo tempo gli rendeva più amara la vita del carcere. Allora cercava conforto nello studio. Al colonnello che comandava S. Elmo chiedeva libri che gli mitigassero le angoscie, alla sorella i suoi dizionari (127). Non si prostrava, ce Io odio l'uomo che si lascia abbattere dalla sventura senza vincerla (128). La calma dei forti spira dalle sue lettere, che pure erano scritte con le lagrime, ed un sen­timento di dignità guidava le sue decisioni ognuna delle quali gli costava il dolore che si rinnovava tutte le volte che doveva distaccarsi da un oggetto caro. Gettatosi nel vortice della rivo­luzione senza preoccuparsi più degli interessi personali, durante quello sconvolgimento aveva dato fondo al suo denaro ed aveva contratto debiti per armarsi. Ora, dal carcere, affinchè <c non debba arrossire al cospetto di nessuno , faceva vendere, a poco a poco, tutto quanto adornava la sua casa, finché non si vide costretto a disfarsi anche di questa (129).
Il passaggio dal regime provvisorio al governo regolare, avve­nuto già negli organi supremi dello Stato, si compiva gradual­mente anche nelle provincie dell'isola. Come nella capitale dal Comitato generale e dal governo provvisorio s'era passati a quello regolare con la formazione del potere esecutivo per
(126) Correspondence, cit. p. 486.
(127) Àrdi, del conte Fardello. T. A., lett. di Eolico alla sorella Dorotea, da S. Elmo (s. d. ma del 1849), 27 luglio, 15 e 30 agosto.
(128) Ibid., lettera di Enrico, 11 giugno 1849.
(129) Ibid., lettera di Enrico, 3 ottobre 1849.