Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <966>
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966 Francesco Da Stefano
per trionfare definitivamente sul nemico e dare pace e prospe­rità al regno, svanì rapida. Quattro giorni dopo, giungeva la notizia della fine della rivoluzione in Calabria e della cattura della spedizione siciliana. Questi fatti annunziavano la guerra più dura ed ostinata di prima, perchè il nemico, padrone dello stretto e libero da ogni impedimento interno, stava pronto a ripiombare sull'isola; rendevano più tenace la lotta della oppo­sizione ed aumentavano l'eccitazione dell'opinione pubblica. Voci di angoscia e di ammonizione suonavano nella Camera dei Comuni, ce Abbiamo uno stato permanente di guerra... l'af­fare non dipende da noi ma dalla volontà di Ferdinando II tutto inteso a riconquistare la perduta Sicilia, e noi da qui a quindici o venti giorni non sappiamo in che condizione ci potremmo trovare... (140). Il pericolo che di lontano si scorgeva è quasi vicino, e ci minaccia... qual cosa ci assicura? Le potenze non ci possono garantire giacché riconoscenza non vuol dire intervento, quindi in noi soli possiamo contare (141).
Ma di quali risorse finanziarie e di quali forze militari poteva disporre il nuovo regno? Il prestito volontario aveva dato poco, meno ancora le tasse e l'affrancazióne dei canoni. Il progetto sui canoni ecclesiastici era stato respinto dalla Ca­mera dei Pari, la quale aveva ridotto anche la somma del pre­stito estero domandato urgentemente dal governo. Ma neppure in seno al comitato misto di deputati e pari s'era raggiunto l'ac­cordo sulla cifra (142). La Sicilia, con le sue città importanti situate sul mare, del quale era padrone il nemico, non aveva flotta, e nel momento di maggior bisogno aveva potuto armare solo poche cannoniere; la Sicilia, in istato permanente di guerra, non aveva esercito ed il nemico ne possedeva uno imbaldanzito pei recenti successi riportati sulla rivoluzione (143).
Né la situazione diplomatica era più rassicurante. Il governo, subito dopo la sua costituzione, aveva accreditato ce Commissari
(140) As, del Ris., II, p. 39, tornata del 19 luglio, discorso del deputato Errante.
(141) Tbid.t II, 40, discorso del deputato Interdonato.
(142) Ibid., p. 39, mozione dei deputati Errante e Interdonato e discorso dell'Amari, ministro delle finanze, il quale, il 7 agosto, presentò un progetto urgentissimo (ibid., II, p. 192*3); a p. 206, il dissenso della Camera dei pari e la discussione del Comitato misto.
(143) Discorso Errante, eh.