Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <967>
immagine non disponibile

I Far della di Torre Arsa
967
del potere esecutivo presso le corti italiane e straniere per ottenere il riconoscimento ufficiale del nuovo Stato, per esporre l'atteggiamento che la Sicilia assumeva di fronte alla questione italiana, per illustrare la natura e gli scopi della rivoluzione. Dopo la elezione dell'11 luglio era stata inviata una deputa­zione a Torino per offrire la corona al re eletto e sollecitarne la venuta (144). Ma l'opera della diplomazia siciliana all'estero aveva trovato solo vaghe promesse e aveva incontrato forti osta­coli nell'opinione di molti liberali italiani, in parte notevole delle sfere dirigenti e dei partiti politici, nelle incertezze della situazione in cui gli stati, specialmente quello sardo, si trova­vano in quel momento. Michele Amari, due anni prima, aveva notato che in Italia ci conosciamo pochissimo tra noi; una provincia ignora le istituzioni particolari e il genio dell'altra, tutti trovano più comodo di dedur questi fatti da principi gene­rali, che è quanto dire, giudicarli falsamente, misurarli a spro­posito, condannarli a dritto o a torto . L'isola era più igno­rata che ogni altro stato italiano prevalendo l'opinione che la Sicilia tenerissima del genio municipale, dissentisse per sel­vatichezza dalla unità italiana (145). Egli aveva quindi ini­ziato la distruzione di quegli ostacoli di ordine spirituale da cui nasceva l'incomprensione tra gli italiani chiusi entro seco­lari tradizioni.
Nelle parole dell'Amari era racchiuso un motivo polemico destinato ad avere ampi e durevoli sviluppi, ed una risposta anticipata all'accusa di ce sicilianismo separato che a lui in particolare ed ai siciliani in genere lanciavano, l'anno dopo, il Balbo e il D'Azeglio in lettere private ed in articoli a
(144) Sulle vicende, v. B. MANZONE, // conte Moffa di Li siot Torino, 1882, p. 244 Regg.; v. GIAN, La candidatura di Ferdinando, ecc., p. 352-71. Il duca rifintò il 4 agosto e di nuovo l'il agosto, essendo la lettera caduta in mano dei rivoltosi milanesi. All'accettazione era contraria anche la principessa Maria Adelaide perchè il fratello non avrebbe trovato récl bonheur la bas e perchè il dovere in quel momento salire su quel trono 0 est pou à désirer sous rapporta possibles :, in Mania. Teresa regina di Sardegna e Maria Adelaide duchessa di Savoia Leti, a Ferdinando duca di Genova, in Nuova Antologia, 16 ottobre 1933-XI, p. 516. Gir. anche per le altre ragioni L. GHIAIA, La vita e i tempi del gen. Da Bormida, Torino, 1896, p. 480 ; e N. BIANCHI, 11 duca Ferdinando di Savoia e la coroiut di Sicilia nel 1848, in Curiosità e ricerche di storia subalp., Torino, 1881, V, 141.
(145) AMARI, Inlrod. al Saggio, eh., p. XI.