Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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968
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968 Francesco De Stefano
stampa (146). Sicilianismo eira una forma tipica di spirita municipalista antilaliano, un fenomeno anacronistico in contrasto con Io spirito nuovo nazionale, una tendenza pericolosa per l'avvenire d'Italia. U programma e l'azione della rivoluzione siciliana, che Pellegrino Rossi definì boutade de l'esprit municipal (147), furono visti e giudicati sotto questa luce tanto dagli unitari, quanto dai federalisti, perchè temevano che la costituzione di un nuovo stato in Italia fosse il principio di un disgregamento politico; i federalisti in particolare credevano che la federazione fosse tanto più difficile ad attuarsi quanto maggiore sarebbe stato il numero degli stati da federare; coloro, infine, che pensavano ad un ingrandimento del regno sardo, si opponevano perchè avrebbero voluto che la Sicilia votasse la annessione al regno dell'Alta Italia (148).
Se pazzia fu definita dal Balbo la separazione del Parlamento siciliano da quello napoletano, il Gioberti giudicò la lotta come una guerra civile (149). La rivoluzione, nelle sue origini apparsa al Mazzini come la rappresentazione d'un
(146) Per il Balbo, v. E. Di CABLO, Una lettera di C. Balbo al p. 0. Lonza di Scordio, in Ross. stor. del Ris., XI (1924), p. 191. L'art. Sardegna e Sicilia fu pubblicato in II Risorgimento, n. I del 15 die. 1847; la sua Proposta di supplica nel n. del 21 die. 1847. II medesimo giudizio nel Sommario della storia d'Italia, Firenze, 1856, p. 486; per M. D'Azeglio, v. E. Di CARLO, op. cit., in Ross. Stor. del Ris., XV (1928), p. 422; XI, p. 502; id. La rivolnz. Sic. del '48 in una lettera di P. Ferretti a M. D'Azeglio, in Ross. stor. del Ris., XV, p. 421; CAPPONI, Lett. di G. Capponi e di altri a lui a cura di A. Carraresi, Firenze, 1884, H, p. 375 e 382. Intonate alla stessa preoccupazione le parole di E. D'Azeglio (COLOMBO, Carteggi e doti, diplom. ined. di E. D'Azeglio, Torino, 1920, I, pp. 5 e 7). Contro i critici della rivoluzione sic. e specialmente la Lega italiana, polemizza il LA FARINA, Scritti, I, p- 242 segg.
(147) Nella lett. al Guizot del 6 aprile 1848 in GUIZOT, Mémoires pour servir à l'histoire de mon temps, Paris, 1867, Vili, p. 412-13.
(148) Pei il Mazzini, v. Poche parole ai siciliani, Parigi, 1848; Scritti, ed. naz. XXXIII, pp. 232, 287; XXXV, pp. 3,144; XXXVLT, pp. 290, 325, 330, 341, 342, n. 354; L'indipendenza e la lega, di Palermo del 16 marzo 1848. Per il giudizio del Cattaneo, v. Scritti politici ed epistolari, pubb. da G. Rosa e J. Wbite Mario, Firenze, 1892-4,1, pp. 141-3. Da vedere anche i giudizi del SAPPI, Scritti e ricordi, Firenze. 1892, DJ, p. 156; del CAPPONI, op. cit., II, p. 389; del MAMIANI, Scritti politici, Firenze, 1853, I, pp. 129-32, 136-38.
(149) Gioberti, Ricordi autobiografici e carteggio raccolti per cura di G. MASSARI, Torino, 1862, IH, pp. 62, 135, 213, ed anche in BALSAMO-CRIVELLI, Carteggio Gioberti'Mussari, Torino, 1920, p. 414; e Carteggio di M. Amari, I, p. 242. Sul pensiero del Gioberti intorno alla politica siciliana, v. la leu. di E. Amari e del Pisani a M. Amari, 11 seti. 1848, in Carteggio di M. Amari, I, p. 274-8.