Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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969
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1 Fardello, die Torre Arsa
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pensiero di unità futura , si era, secondo lui, isterilita per colpa del partito aristocratico e parlamentare (150); per colpa di questo, secondo il Saffi, la Sicilia tornava al medio evo in piena età moderna, e, andando in cerca d'un re, s'immiseriva un gran movimento di libertà e di affratellamento contro la piaga comune del principato (151). Perciò, unitari e federalisti, democratici e liberali furono quasi unanimi nel condannare, sotto il nome di sicilianismo, tutto il complesso di pensiero e di attività degli isolani. Eppure ce ninno poteva dire se all'occasione questi non avrebbero abbastanza forza d'animo di differire le questioni loro e transigere in nome dell'Italia. Tutto questo invero non era impossibile; e i fatti dimostrarono che non era, quanto almeno alla parte pensante sia democratica che moderata (152). L'insistenza siciliana sul principio autonomista fece passare nell'ombra quell'altro aspetto della rivoluzione per il quale essa non si riduceva ad una mera ripetizione di quella del '20. Ma già allora il Ventura mise in luce il carattere italiano del moto siciliano (153). Pochi, nel giudicare la rivoluzione, tennero presenti le chiare manifestazioni della volontà e del pensiero dei rivoluzionari di fronte ai massimi problemi nazionali (154); e pochi videro che la fondazione del regno siculo, sotto un principe sabaudo, poteva essere, come quella del regno dell'Alta Italia, un trapasso alla futura uniformità ed all'assimiliazione (155); che la lotta contro il Borbone, estraneo al movimento nazionale italiano ed avverso, non meno dell'Austria, a cui si appoggiava, era lotta contro 0 medesimo nemico (156); che l'annessione al regno dell'Alta
(150) MAZZINI, Scrìtti, XXXV, 3, e Poclie parole, cit.
(151) SAFFI, op, cit., II, p. 156. Per altri giudizi sulla rivoluz. sic, v. BEL* TRAIVI, II, p. 42 seg.
(152) GUALTIERO, Gli ultimi rivolgimenti italiani, Napoli, 1862, IV, p. 163.
(153) Nella Memoria sul riconoscimento della Sicilia come stato sovrano e indipendente, maggio 1848.
(154) Ass. del RU., I, pp. 37, 54, 62, 75, 79, 84, 110, 226, 322-3, 410-16, 447, 583. Queste manifestazioni saranno studiate ciascuna al proprio luogo.
(155) VAtba di Firenze n. 277 del 21 luglio 1848; il Contemporaneo di Roma, n. 105 del 21 luglio 1848, sostiene il buon diritto dei siciliani.
(156) Il Risorgimento, di Torino, riport. do L'Indipendenza e la lega di Palermo, n. 141 del 6-7 seti. 1848.