Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
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1934
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pagina
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970
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970 Francesco De Stefano
Italia era, in quel momento, inapplicabile (157); che la rivoluzione si era ispirata ed era animata dalla stessa fede nel nuovo diritto per cui si agitavano tutti i liberali italiani; che appunto da questa fede era nato uno statuto il quale aveva tanto poco di medievale da suscitare i sospetti della conservatrice Inghilterra e da essere causa non ultima per cui la monarchia non potè attecchire in Sicilia.
Ne la fortuna della rivoluzione presso i governi costituiti in Italia ed all'estero era maggiore. L'Inghilterra, dove le rivoluzioni non destavano simpatie ed il pacifismo era diffuso perchè in una guerra generale poco aveva da sperare e i patti di Vienna le erano favorevoli , era contraria ad ogni sovvertimento dell'assetto creato nel '15 e non andava più in là dal favorire le riforme (158). I toryes, in particolare, appoggiati dai grandi giornali, specialmente dal Times, il ce gigante che faceva paura ad ognuno, sopratutto ai ministri, erano avversi ad un movimento che, con le sue ripercussioni o con la sua esplosione anticipata, era stato il segnale dello scoppio di una rivoluzione latente e che, ardendo ora da un capo all'altro dell'Europa, minacciava di sconvolgerla tutta quanta (159). L'opinione pubblica, in genere, temeva il trascorrere della rivoluzione, specialmente dopo i torbidi dell'Irlanda, ce nome al quale si paragona la Sicilia dall'universale (160). Gli insuccessi militari siciliani, durante l'estate, avevano contribuito ad accrescere il discredito della rivoluzione, e lo statuto, con la sua veste moderna, appariva agli occhi dell'Inghilterra un punto oscuro (161). Più popolare, invece, era la causa siciliana
(157) La Gazzetta del Popolo di Torino, n. 28 del 18 luglio 1848, cfr. n. 34 del 25 loglio.
(158) Cavour in II Risorgimento del 4 e del 20 gennaio; ed anche in ZANICHELLI, Gli scritti del Conte di Cavour, Bologna, 1892, 1, p. 177 e 180. V., inoltre, A. COLOMBO, V Inghilterra nel Risorgimento italiano, Milano, 1917, passim.
(159) Disp. del Torre Arsa ai commissari Granateli! e Scalia, 31 agosto 1848. Sol filoborbonismo dei toryes e sulla necessità di controbatterlo su qualche grande giornale liberale, cfr. anebe disp- dell'Amari al Torre Arsa 6 ottobre 1848, in Cart. di M. Amari, I, p. 345. Si fecero pratiebe col Daily news, ibid., I, p. 339, II giudizio sul Times è dell'Amari, disp. al Torre Arsa, in Cart,, I, p. 383.
(160) Disp. Amari al Torre Arsa, 28 ottobre '48 in Cart. cit., I, p. 383-4.
(161) Ibid., per le ripercussioni dei rovesci militari, per le preoccupazioni inglesi sullo statuto siciliano. V., inoltre, ibid., Istrua. del Torre Arso a M. Amari, 31 agosto 1848.