Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <972>
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?H fàaneesco Da Stefano
proca diffidenza e dalla vicendevole azione neutralizzatrice nei riguardi della Sicilia, il cui trono e la cui esistenza sarebbero stati, così, alla mercè di un giuoco d'equilibrio della politica anglo-francese, se altri fatti non fossero sopraggiunti a modifi­care lo stato attuale delle cose.
Solo la vittoria finale del Piemonte sull'Austria o quella siciliana sui Borboni avrebbe potuto modificarlo in favore del­l'isola. La venuta del re in Sicilia sarebbe stata per essa un vantaggio straordinario; ma l'offerta del trono non era stata seguita dalla pronta accettazione cbe si sperava. Il governo e la corte di Torino erano dubbiosi perchè ad essi non sfuggi­vano le probabilità di <c avere sulle braccia anche Napoli, l'importanza capitale della natura dello statuto siciliano e, sopratutto, la volontà inglese nella soluzione del problema. L'Inghilterra, in un primo momento, per evitare l'estremismo rivoluzionario in Sicilia, aveva insistito a Torino per l'accetta­zione del voto del Parlamento siciliano (168); ma poi, il suo atteggiamento si dimostrò sempre più evasivo (169); infine, sopravvennero i rovesci militari che resero ancora più riservato il contegno dei circoli ufficiali torinesi, e che consigliarono il governo sardo a differire la questione dell'accettazione del trono siciliano, già dal duca decisa in senso negativo. Le sorti del nuovo regno diventavano quindi sempre più incerte (170).
Degli altri governi italiani la repubblica veneta, fin dal giugno con l'appello ai governi di Roma, Toscana e Sicilia, aveva mostrato di riconoscere indirettamente lo stato sici-
(168) Leu. G. Ricci, (Tardine del min. Pareto al Dea Ambrois, 16 luglio 1848, in CIAN, op. cit., p. 357, p. 358 leu. del Pareto; 359, leu. del conte di Revel. H contegno fu poi sempre più evasivo.
(169) CrAN, op. eh., p. 365.
(170) GIAN, op. cit., pp. 369-70. Da aggiungere sulla questione dell'accetta­zione, oltre i dispacci scambiati tra i commissari siciliani, la deputazione sici­liana a Torino per l'offerta della corona ed il Torre Arsa, L. C. BoixEA, L'Archìvio personale di Vittorio Emanuele, in II Risorg. hai., X (1917) p. 152; G. PALADINO* Lettere inedile di M. D'Azeglio a G. Ludolf, in Ross. stor. del Ria., 1919; DES AMHÌIOIS, Notes et aouvenira, Bologna, 1901, P. I., cap. I; A. COLOMBO, Carteggi e documenti diplomatici di E. D'Azeglio, Torino, 1920, I, pp. 29 e 31; Correspondence, cit., p. 447; VAlba, n. 308 del 29 agosto, 311-13 del 1, 2, 5 sett. 1848; L'Indipendenza e la lega, n. 141 del 6 seti.; 143 del 10 sett.; Leu. del Minto al Settimo del 17 sett. in II Ria. il., UT (1910). p. 879-81. Le Dichiarazioni ufficiali del Torre Arsa "m Ass. del Ria., Sic,, II, p. 389, tornata del 7 sett. 1848.