Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <973>
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/ Fardello, di Torre Arsa 973
liano (171). A Roma il pontefice pensava ad un accomoda­mento tra i siciliani e Ferdinando II (172). Il governo moderato toscano, infine, assecondava quest'accordo perchè esso avrebbe offerto un'altra buona occasione per indurre Ferdinando ad entrare nella lega (173).
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La ripercussione di questa situazione politica e militare fu grandissima a Napoli ed in Sicilia. La vittoria dell'Austria sul Piemonte liberava i Borboni dalla preoccupazione del progresso della dinastia sabauda in Italia e permetteva ad essi di agire più liberamente e di compiere la vittoria riportata sulla rivo­luzione nelle provincie di terraferma con la repressione di quella siciliana. In Sicilia la preoccupazione divenne più forte (174). Il ministro Stabile, il 6 agosto, comunicò alla Camera i ce riattivati apprestamenti di guerra del nemico e nell'aula si rinnovava, più disperato che un mese prima, il grido di allarme nel quale era tutta l'ansia per le condizioni precarie dello stato non riconosciuto ancora, delle finanze non assestate, della inferiorità militare rispetto al nemico (175). Dopo quat­tro mesi, il ministero Stabile non portava dinanzi alla Camera nessuno di quei fatti, compiuti di cui la diplomazia vive. Quindi, non considerandosi la povertà dell'erario, le more del prestito estero quali motivi veri dello scarso e lento armamento ; non guardandosi alla realtà della politica delle grandi potenze e del Piemonte, sul capo dello Stabile si riversarono tutte le responsabilità; anche non sue. Gli amici stessi erano insodis­fatti della esagerata fiducia che egli aveva posto nell'opera della diplomazia; l'opposizione combatteva il suo come un governo non nazionale ma di fazione ; lo combatteva per <c la stolta
(171) AM. del Bis., Roma, II, p. 165*6, Venezia, 56.
(172) Diap. Griffoli 28 agorto 1848, in BIANCHI, Storia doc. della dipi, europea in Italia, Torino, 1869, VI, p. 407-8.
(173) Istraz. del Giorgio! al Griffoli, Firenze, 24 agosto 1848, in N. BIANCHI. VI. p. 405.
(174) V. moli'argomento, tua bella pagina del CALVI, op. cit., I, p. 345.
(175) Ass, del Ri*., Sic.t II, p. 183, e discorso del deputato La Rosa, p. 184.