Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <975>
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/ Fardello, di Torre Arsa 975
Leale e diritto, dignitoso e affabile, duttile e conciliante, il presidente della Camera dei Comuni godeva molta popolarità per la nobiltà del carattere e per la squisitezza dei modi (180). Benché appartenesse allo stesso partito dello Stabile, la sua reputazione politica era ancora intatta. Si credeva che la sua finezza potesse riuscire là dove era fallito l'autoritarismo dello Stabile. Egli non aveva voluto sinora lasciare la carica presi­denziale per cui sembrava particolarmente tagliato. Ma, alle insistenze cedette sentendo in se stesso ch'era suo dovere non fare altrimenti (181). IL 13 agosto il ministero era costituito con Cordova alle finanze ed alla istruzione il La Farina, avendo il Torre Arsa posto come condizione per accettare l'incarico il loro ingresso nel ministero perchè vedeva in essi elementi di forza e di competenza e cercava di ottenere quella tregua di partiti che era necessaria al buon funzionamento del governo (182). Egli saliva al potere, con la salda convin­zione che la Sicilia non fosse fatta per esperienze da lui chiamate utopistiche. Contrario all'unitarismo solo perchè questo appariva, allora, possibile soltanto sotto la forma repub­blicana, e con la forza violenta di un potere accentratore lontano e ignaro degli interessi reali e diversi delle varie popo­lazioni, egli non sentiva di dover sacrificare lo stato all'ideale dell'ottimo quando ancora c'era da attuare quello del buono. Il suo programma politico enunciato con laconicità, riflette il suo senso pratico e la volontà di raggiungere gli intenti senza precipitare la Sicilia in avventure. Alle grandi potenze la Sicilia non avrebbe offerto il suo servaggio; agli altri stati italiani avrebbe dato tutta la sua cooperazione nel restaurare
(180) Secondo L'Indipendenza e La Lega, n. 123 del 13 agosto 1848, il Torre Arsa era in Sicilia, dopo R. Settimo, l'uomo più popolare.
(181) TORRE ARSA, toc. eh.; v., inoltre, LA FARINA, hu doc. della Riv. Sic,t I, p. 291 ; e, per contro, CALVI, op. ci., p. 347 segg.
(182) Jbid. H BEI,TRANI, op. cit., II, p. 210-11, ne critica la composizione perchè idealista , ma il Torre Area non s'ingannò nella scelta dei collaboratori. All'atto pratico, lo stesso La Farina si preoccupò più della dilèsa militare che dei principi dottrinari.