Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno
<
1934
>
pagina
<
976
>
976 Francesco De Stefano
la nazionalità e nell'ordinaria in federazione di stati uguali e liberi. Si sarebbe dovuta assicurare la libertà sanguinosamente conquistata, difenderla con l'accelerare gli armamenti, rispettarla nel suo presidio intangibile, il Parlamento (183). Programma riassunto in questo dispaccio : ce La nostra politica è franca e senza misteri. La nostra indipendenza pria d'ogni altra cosa, nessuna transazione col Borbone e tutta la nostra cooperazione al bene della causa italiana (184). Nessun mutamento nella politica estera, ce La sorte di Sicilia, come quella di qualunque altra Rivoluzione, è legata alla fermezza colla quale si seguono i principi una volta proclamati. Quindi la sacra indipendenza e l'odio pei Borboni che hanno, contradistinto il nostro movimento fin dal primo giorno non posson da noi dimenticarsi per un momento senza compromettere le nostre sorti (185).
H suo programma, come quello della maggior parte degli uomini politici siciliani, poggiava su questi capisaldi: libertà e monarchia, autonomia e federazione. Questo programma del Torre Arsa ministro non era che la somma dei principii a cui s'era informata l'educazione politica sua e della sua generazione, e i quali s'erano andati sviluppando nell'urto degli interessi diversi e delle opposte tendenze, e ai quali si ispirava la rivoluzione. La Sicilia non poteva prosperare se non con un proprio e libero svolgimento . S'era sollevata unanime per la libertà e per essa era decisa a combattere sino all'estremo. Superando la formula dell'accordo tra principi e popolo, affermava l'altra dell'accordo tra le istituzioni e il popolo. Lo statuto l'aveva consacrata. Il dovere del potere esecutivo era quello di custodirla all'interno e di difenderla all'esterno. L'individualità e la libertà era acquisto troppo prezioso perchè si potesse sacrificarle per vane utopie e per mercanteggiarle. L'autonomia, il cui concetto era preordinato e integrato con quello di federazione, garantiva dal pericolo che sorgesse uno stato nuovo il quale assorbisse l'individualità dei singoli stati. La monarchia, infine, moderata
(183) Ass. del Ris., Sic, li, p. 232.
(184) Diap. del Torre Arsa al p. Ventura, 29 ottobre 1848, pia sintetico di quello del 25 agosto. Sul p. Ventura, v. E. Di CABLO, P. (5. Ventura e la rivoluz. Sic. del 1848, in Atti del XVIII Congresso della Soc. Nat. per Ut storia del Ris. italiano, p. 177 segg.
(185) Dùp. del Torre Arsa al barone Friddani, 8 seti. 1848,