Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <982>
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982 Francesco De Stefano
avevano reso ce omaggio alla Sicilia iniziatrice della libertà italiana (206).
Questi erano i principi e la fede che sostenevano l'attività politica del Torre Àrsa. Nell'esporli, egli era confortato anche dalla certezza che la manifestazione ufficiale di essi, fatta per mezzo suo, era l'enunciazione di un sentimento comune al paese ed al Parlamento, senza distinzione di partito. Il discorso inau­gurale, già ricordato, di Ruggero Settimo, del 25 marzo; le parole di Emerico Amari, Vice presidente della Camera e la lettera di Michele Amari, il 26; l'approvazione della mozione La Farina e le proposte Santocanale e Perez, il 28; l'accogli­mento della mozione Ondes Reggio, il 30 : il messaggio della Ca­mera dei pari, il 31; le votazioni in materia finanziaria ed eco­nomica, del primo aprile ; le discussioni e i voti parlamentari del 13 e 17 aprile, del 4 e 5 maggio; il proclama dell'8; l'appro­vazione delle mozioni Ferrara-Beltrani e Perez, del 17 (207), ecc. ; manifestazioni tutte che o coordinavano la questione sici­liana con quella italiana o proclamavano l'adesione alla Costi­tuente italiana o approvano l'invio di cannoni o di bandiere o la partenza di una prima e di una seconda spedizione di sici­liani in Lombardia, per dimostrazione mentre siamo minac­ciati da una guerra crudele : erano altrettanti fatti che dimo­stravano come, ormai, la Sicilia si muovesse spiritualmente con l'Italia, ed erano altrettanti punti fermi per la politica estera siciliana.
Gli obiettivi che il Torre Arsa doveva perseguire erano dunque: riconoscimento dello stato e accettazione regia; fede­razione italiana; finanza ed armamento. La guida: i decreti del Parlamento, espressione della volontà del paese; Assumendo, dunque, la direzione del governo e quella degli affari esteri, il Torre Arsa non era vincolato tanto dall'azione del predecessore quanto dal sistema che s'era dato il mondo politico siciliano. A parte gli ostacoli creati dal motivo perenne della lotta tra i principi nuovi ed i vecchi, che abbiamo visto, e quelli sorti dai
(206) Disp. del Torre Àrsa al p. Ventura, 13 febbraio 1849; v. anche il discorso Bonaparte in Ass* del Ri., Roma, II, p. 165*6, Consiglio dei deputali 6 die. 1848,
(207) AMOC. del RU Sic,, T, pp, 87, 54, 62, 75, 79, 84, 110, 226, 392-3, 410-16, 447, 583.