Rassegna storica del Risorgimento

FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
anno <1934>   pagina <983>
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/ Fardello, di Torre Arsa
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rovesci militari sopraggi unti tre settimane dopo l'avvento del Torre Arsa al ministero, i quali intralceranno gli sviluppi della politica estera e concorreranno al suo fallimento, la politica del nuovo ministero, oltre la mancanza di adeguati mezzi militari che potessero costituire base salda ed argomenti più convincenti che le dimostrazioni diplomatiche, perchè, come gli scriveva il duca di Serradifalco, <( la diplomazia quando non è sostenuta dalla forza si riduce a zero (208), conteneva motivi di debo­lezza di cui due erano i principali.
Anzitutto Fazione diplomatica della Sicilia, mancando della necessaria autonomia, non poteva essere sufficientemente disin­volta ed energica, ce La parte diplomatica delle cose nostre è nelle mani di quelle grandi potenze ; e, nei riguardi del Pie­monte a cui, per la questione della elezione regia, era legata, ce dobbiamo lasciar correre le negoziazioni e contentarci di atten­dere il corso lento e irresoluto della politica piemontese (209). Ma chi lo rendeva tale era l'atteggiamento inglese (210), sempre ambiguo, così nei riguardi della questione siciliana, come in quelli della questione italiana. L'Inghilterra si mostrava in apparenza benevola, ma non era certamente disposta ad impe­gnarsi ad alimentare un focolare d'incendio nel tempo ce in cui, come scriveva Michele Amari al Torre Arsa, è scossa dai cardini l'Europa e si vede appena laggiù in fondo della mappa il nostro triangoletto (211).
In quel momento nessun uomo e nessun fatto, tranne che una guerra europea, nella quale il governo siciliano sperò e che l'Inghilterra, trascinandosi la Francia, riuscì, per un pezzo, ad evitare, avrebbero avuto la forza di cambiare la situazione. Ma a rendere fiacca l'azione siciliana contribuiva anche la sua origine stessa. Il Torre Arsa sapeva di essere ministro ce di un governo nato da una rivoluzione, e perciò abituato molto a fidare nei popoli (212). Egli aveva assicurato i rappresentanti del
(208) Lett. del 7 ottobre 1848, in Bibl. Fard., Corte Torte Arsa. (2Óft) Oltqp. del Torre Area a Torino, 22 gennaio 1849.
(210) CIAN, Op. cit., pp. 366*7. La politica inglese a questo riguardo, è illu-sfrata dal BELTHANJ. op. cil II, p. 330.
(211) Lett. dell'Amari al Torre Arsa, 6 ottobre 1848, in Cari, di M. Amari, Jf p. 339. Lo stesso aveva detto chiaramente lo Scalia nella lettera a M. Anturi il 13 sett. 1848, ibid., I, p. 280.
(212) Disp, del Torre Anta al p. Ventura, 29 ottobre 1848. Lo stesso concetto nelle parole del Lo Farina alla Camera, Ass. del Ris. Sic., II, p. 393, tornata dell'8 seti. 1848.