Rassegna storica del Risorgimento
FARDELLA DI TORRE ARSA (FAMIGLIA)
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1934
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pagina
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984
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984 Francesco De Stefano
popolo in Parlamento che la sua opera sarebbe stata tutta dedita al giusto volere delle due Camere e che l'azione del suo gabinetto non poteva ce accedere che a fatti compiuti e da voi soli compiati (213). La forza del suo come d'ogni altro ministero sorto dalla rivoluzione, stava nella popolarità; e, perciò, in quella che, allora, sembrava causa di forza si nascondeva il vero motivo della debolezza del ministero. La notarono alcuni giornali in quel tempo stesso, la riconosce il Torre Arsa nei suoi Ricordi (214). Se, ad esempio, La Forbice, scriveva che la politica del ministero rimaneva immutata perchè, non cambiando la situazione italiana ed europea, non mutava quella del Parlamento, quel giornale non faceva che constatare un fatto e spiegare solo una delle ragioni di quanto si è detto (215). Il 12 gennaio, al momento della crisi, entrando nel vivo della questione, scriveva che il ministero del Torre Arsa aveva errato usando, in un periodo provvisorio e di transizione, il metodo di governare con la forza dell'opinione della popolarità ce anziché con quella vigorosa forza di repressione che spiegano i governi definitivamente costituiti (216). Ora un governo tale doveva necessariamente mancare in Sicilia non solo per le ragioni già esposte ma anche per un'altra che il Torre Arsa dice, al solito, senza veli : All'ombra della stretta legalità diffìcilmente attecchiscono le forti risoluzioni; e l'amore della legalità fu il carattere predominante nel Parlamento siciliano, e quindi, un tal sentimento informò l'operato del governo (217). Se la rivoluzione s'era fatta contro l'illegalità, non si poteva non creare un idolo della legalità. Maniera di pensare e di sentire da cui potevano scaturire eroismi, ma disperati, sacrifici di nomini e di popolo, ma sterili. Almeno per il momento. Si aggiungano a tutto ciò le ristrettezze della finanza le quali impedivano che si preparassero gli armamenti con la celerità che il bisogno richiedeva. Occorreva guadagnar tempo per creare i mezzi della difesa, e il tempo stringeva.
{Continua al N. 6) PROF. FRANCESCO DE STEFANO
(213) Asaoc. del Ri*. Sic., I.
(214) TORBE ÀRSA, Rie.
(215) La Forbice n. 55, del 17 agosto 1848.
(216) TI XII gennaio, ab 11, del 10 febbraio 1849.
(217) TORBE ARSA, Rie., 392.