Rassegna storica del Risorgimento

BELGIO ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1934>   pagina <989>
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Gli italiani a servizio dell'Esèrcito Belga 989
comando del principe Achille Murat al quale era conferito il grado dì colonnello. L'articolo 3 del decreto stabiliva che la nomina degli ufficiali dovesse esser fatta dal ministro della guerra, e fissava loro lo stipendio ed i vantaggi accordati agli ufficiali di fanteria ed aggiun­geva: Ricompenseremo, quando la pace sarà fatta, i servizi che quelli avranno resi durante la guerra, sia incorporandoli, a loro domanda, nei reggimenti belgi, sia accordando loro altri titoli od onori. Coloro che non potranno servire a cagione di ferite ricevute in combattimento e d'infermità derivanti dalle fatiche della guerra, avranno diritto agli stessi vantaggi degli ufficiali nazionali .
La creazione della legione straniera fu approvata dal parlamento il 22 settembre ed il re era autorizzato a prendere a servizio dello Stato un numero d'ufficiali stranieri che giudicasse utile e necessario per il bene del paese, limitatamente alla durata della guerra. Gli uffi­ciali assunti dovevano prestare il giuramento prescritto per gli uffi­ciali dell'esercito.
Achille Murat, figlio maggiore di Gioachino e di Carolina Bona-parte, nato nel 1801, partito per gli Stati Uniti nel 1821, era rien­trato in Europa al momento in cui il Belgio era alla ricerca d'un re. La rassomiglianza straordinaria col grande zio, che cercava di aumen­tare colla maniera di vestire e con l'attitudine, lo rendevano accetto ai partigiani di Napoleone ed egli aveva sperato di esser chiamato sul trono vacante. Giunto a Londra, poiché la scelta del nuovo re era già stata fatta, si recò a Bruxelles, dove giunse il 12 od il 13 set­tembre per offrire al Belgio l'opera propria. Dopo la sua nomina si recò ad Ath dove la legione doveva organizzarsi. Fra i primi italiani arruolatisi in essa troviamo Augusto Pinelli, Tordo, Zuppi, Salvadori, D'Apice. Per la nomina a tenente colonnello Raffaele Poerio fece inutilmente Ogni sforzo. L'organizzazione della legione non procedeva però rapidamente ed il 21 dicembre due sole compagnie erano for­mate con un totale di circa 400 uomini compresi gli ufficiali e lo stato maggiore. La difficoltà di reclutamento era dovuta alle inncer-tezze governative, all'avversione che esisteva contro la legione ed al progetto segreto del re di costituire una legione polacca. Murat cercò ogni mezzo per vincere le indecisioni ufficiali, ma anche la sua per­sona non era a tutti ben visa a cagione dei sospetti francesi. Un decreto reale del 31 dicembre 1831 ordinò la formazione d'un batta­glione stranieri sotto gli ordini del maggiore Tordo, mentre Murat, avendo presentato le proprie dimissioni, era nominato colonnello ono­rario. Il battaglione doveva mettersi rapidamente in stato di raggiun-