Rassegna storica del Risorgimento

BELGIO ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1934>   pagina <992>
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Mario Bvuisthu
favoriva gl'italiani > (7). Ma por senza accennare ai veri responsa­bili deH'indisciplina del corpo, questi rende giustizia al Tordo, allor­ché accenna e documenta che fin dai primi del 1832 il re aveva rinun­ziato alla creazione del corpo straniero ed aveva ripreso il progettò di sostituirgli i battaglioni reclutati fra i polacchi rifugiati a Dan-zica ed ad Elhing. È a questo conclude che bisogna attribuire in parte, l'indifferenza e la freddezza con le quali i rapporti del Tordo erano accolti ?> (8). Ed erano proprio queste, si può aggiun­gere che alimentavano l'indisciplina, diminuendo agli occhi degli uffi­ciali e dei soldati, l'autorità del Tordo, nel quale si volle poi un capro espiatorio. Finalmente il governo prese una risoluzione e, con decreto dell'8 settembre 1832, il battaglione straniero era sciolto e si ordinava la formazione di quattro compagnie isolate: la la com­posta di tedeschi, la seconda di prussiani renani, la terza di fran­cesi, italiani e spagnuoli, la quarta d'olandesi e svizzeri, da inviarsi ciascuna in residenze diverse. Il tenente Zuppi passò alla prima, Belli alla seconda, Durando e D'Apice alla terza, Tordo era posto in dispo­nibilità.
Intanto la causa di Donna Maria di Portogallo, detronizzata dallo zio Don Michele, guadagnava aderenti e difensori anche in Belgio, dove erano numerosi rifugiati portoghesi. Don Pedro ottenne dal governo belga il permesso di arruolare dei volontari ed il colonnello genovese Gaetano Borso di Carminati ne fece l'arruolamento ad Ostenda e ad Audenarde. Molti italiani che erano in Belgio, o che facevano parte delle compagnie formate dal disciolto battaglione stra­nieri, vi si arruolarono e noi sappiamo come si condussero in quelle difficili operazioni e*l in quella di Spagna poi (9).
Tordo, che allo scioglimento del battaglione era stato messo in disponibilità, fu, il 1 settembre 1833 messo in congedo, a mezzo soldo e rimase in Belgio fino alla fine del 1835, poiché troviamo che il 3 dicembre di quell'anno presentava al governo le proprie dimis­sioni.
Non è qui il luogo, né rientra nello scopo del mio studio, di esa­minare il trattamento non molto bello che in generale ebbero i varii ufficiali nazionali e stranieri che volontariamente avevano offerto ai Belgio la propria persona e le proprie conoscenze militari, nel
ff Op. ciu, p. 223. fi) LECOMTE, op. cit., p. 218.
(9) T. PAIAMENCHI CRISPI, Gl'Italiani nelle guerre di Spagna, in 11 Risorgi­mento Italiano, anno VUT 1914 fase. 1, pp. 45*122.