Rassegna storica del Risorgimento
BELGIO ; EMIGRAZIONE POLITICA
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1934
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Mario Battistini
mania nel 1813 e ferito. Non sappiamo se si recasse in Portogallo o in Spagna, ma è certo che nel 1842 lo incontriamo di nuovo a Bruxelles e nuovamente nel 1844 e nel 1845, proveniente da Marsiglia (85).
ROSSI Giovanni, italiano, senz'altro indicazione, risulta imbarcato coi volontari portoghesi nel 1833 (86).
SAIGNE, soldato italiano, risulta assegnato alla 4* compagnia del 1 batta* gliene dei cacciatori portoghesi, imbarcati ad Ostenda nel 1833 (87).
SALVADORI Domenico Giuseppe, nato a Treviso il 12 ottobre 1789, si arruolò, nel 1807, nelle guardie del re d'Italia e nel 1814 era promosso capitano. Dopo la caduta di Napoleone emigrò, non sappiamo esattamente in quale anno, ma secondo le sue dichiarazioni, nei 1825 abitava il Belgio, dove esercitava l'insegnamento. Alla rivoluzione di Bruxelles, nel 1830, combattè durante le 4 giornate di settembre con la guardia civica, col grado di capitano, e fece poi la campagna dei 10 giorni col 2 reggimento cacciatori a piedi. Il 21 novembre 1830 era addetto, col grado sempre di capitano, al corpo franco comandato dal generale Neypels, nello stato maggiore del colonnello de l'Escaille e designato a sostituire il tenente colonnello Fonson, nel comando della 3 brigata volante alla frontiera del nord. Quando queste truppe furono incorporate nell'esercito regolare, nel marzo 1831, il Salvador! passò al 2" battaglione dei cacciatori de l'Escaut. comandato dal maggiore Walkiers e comandò una compagnia. Deferito ad un consiglio di guerra, non sappiamo per quale mancanza, fu il 13 settembre 1831, completamente assolto dalle accuse mossegli, sembra dallo stesso maggiore. Dopo la campagna dei dieci giorni passò, il 1 gennaio 1832, nella legione straniera, al comando della la compagnia, in virtù del decreto reale del 30 settembre 1831, poi, per decisione ministeriale dei 25 novembre 1832, al 3 battaglione del 3U reggimento fanteria. Il 20 febbraio 1833, durante una marcia da Liegi a Cbarleroi, fu colpito da grave affezione oculare, la quale, malgrado tutte le cure, lo rese incapace ad un servizio attivo. Revocato dal grado il 22 luglio 1836, in applicazione dell'art. 25 della legge del 4 luglio 1832, che il Salvadori sostenne sempre illegale, gli fa proposto, nel dicembre 1836, di riprendere il servizio o di far valere i proprii diritti ad una pensione (88). Fino al primo novembre di quell'anno egli aveva goduto di un soldo che gli permetteva modestamente di vivere; il provvedimento io privò ad un tratto di ogni risorsa ed il Salvadori viveva miseramente, dando lezioni d'italiano e sollecitando dal governo la giustizia che gli era dovuta. Ma la giustizia è lenta! Ciò che più lo accorava non era forse la perdita del danaro, ma quella del grado e non cessava di reclamare. Nel 1839, in previsione della guerra con l'Olanda, scriveva al ministro della guerra: Je sollicite l'honneur de consacrer mes derniers jours à la défense de la Belgiqnc, doni le salut est dans les ressources
(85) Reg. arruol., cit. e Ardi. Comune Bruxelles, passaporti, reg. 64, leti. P e reg. popolazione 1842-43, 8 sezione e 1841*46, 5 sezione.
(86) Reg. arruolam., cit,
(87) Reg. arraolamen., cit.
(88) Un certificalo del dr. Lebeau, medico della guarnigione di Bruxelles attestava che il Salvadori era affetto da amanrosi reumatica con indebolimento grave della vista.