Rassegna storica del Risorgimento

VILLAHERMOSA (DI) CARLO ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; SARDEG
anno <1934>   pagina <1046>
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1046 Adolfo Colombo
tazione straniera, a cui il governo di Torino era sempre stato avverso ma che doveva tollerare in virtù del trattato internazionale di Londra. H Marchese di Villahermosa era uno dei più alti dignitari dello Stato ed uno dei più fedeli servitori della monarchia. Consigliere e confidente di Carlo Felice era stato, pei servigi resi, insignito del Gran Collare dell'Annunziata ; e Carlo Alberto, salito al trono, lo aveva designato tra i primi ad entrare nel Consiglio di Stato appena istituito e lo aveva nominato generale di cavalleria e gran mastro di artiglieria per la sua singoiar saviezza, la somma previdenza ed il maturo accorgimento, con cui si adoperò nelle più difficili circo­stanze ed in tutte le delicate ed importanti circostanze che gli veni­vano concesse (3).
sans qnoi on ne fera jamais rieu de bien. Le premier acte devia rione étre l'abo- lition du Regime feodale. II faut pourlant considcrer si l'on peut abolir le système feodal sans détruire Ies droits des feodataires... . È bene notare che se questa relazione del viaggio fu scritta, come egli stesso afferma, durante il viaggio, fin dal '27 aveva già scritto un lavoro sulla Sardegna. Scriveva Carlo Alberto il 2 maggio 1827 al Barbania : u J'ai fait un travail sur la Sardaigne que j'espère vous plaira mais qui m'a conte bien de peines et de fatigues . (Da copia nelle Carte Bianchi in Archivio di Stato di Torino).
(3) P. BELLONOTTO, Il Generale di Villaliermosa nei suoi rapporti con Carlo Alberto in Mediterranea , T, n. 8, 1 agosto 1927, p. 25. L'articolo del Bellonotto accenna ad un volume da lui edito contenente lettere di Carlo Alberto, di Maria Teresa, di Carlo Felice al Villahermosa tratte dall'archivio di Orti dei Villahermosa, e ad un lavoro di prossima pubblicazione. Una nota della Redazione della rivista sarda dice: Il volume edito, a quanto risulta, è fuori di commercio; la pubblicazione a cui si accenna qui, non sappiamo se verrà fatta. L'autore di questo articolo, come abbiamo annunciato, è sventuratamente deceduto . In un numero precedente di Mediterranea (1 marzo 1927) il Bellonotto aveva pubbli­cato un articolo sul Villahermosa intitolato Un figlio della fedelissima Sardegna ministro di Casa Savoia (pag. 8) nel quale accenna a due lavori stampati nel 1926 uno a Roma dalle Arti grafiche Grimaldi e Mercandetti intitolato A proposito di un illustre cagliaritano a torto dimenticato, l'altro a Cagliari dalla tipografia del Bol­lettino dei Fasci della Provincia, col titolo II generale Stefano Manca di Villaher­mosa, ricco di documenti e di foto-incisioni. Il 2 è stampato ma non edito. Debbo alla cortesia dell'on. Giorgio BardanzeQu se ho potuto consultarlo e servirmene. Nella prefazione, in data giugno 1926, accenna alla pubblicazione prossima della corrispondenza copiosissima che il Villahermosa ebbe coi più cospicui personaggi del tempo e specialmente con Carlo Felice di cui si conservano nella storica villa di Otri oltre un centinaio di autografi. È da augurarci che altri riprenda il lavoro interrotto dal compianto Bellonotto. Il nostro volume contiene molti assenti rife-rentisi alla carriera del Villahermosa e qualche lettera di Carlo Felice e di Carlo Alberto.
Su Stefano di Villahermosa si può utilmente consultare PASQUALE TOLA, Dizio­nario biografico di uomini illustri di Sardegna, Torino, Chi rio e Mina, 1838, voi. 3 e GIOVANNI Sterro Porrmi, Storia civile dei popoli sardi, dal 1798 al 1848, Torino, Libreria Casanova, 1877, pagg. 168-169.