Rassegna storica del Risorgimento

VILLAHERMOSA (DI) CARLO ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; SARDEG
anno <1934>   pagina <1049>
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Le condizioni della Sardegna negli anni 1841-42, ecc. 1049
pastorìzio a quello agricolo, non potevano avvenire senza spostamenti di interessi, senza scosse senza urti, senza rimpianti, senza profondi turbamenti che solo il tempo avrebbe potuto sanare. Carlo Alberto che fin d'allora vagheggiava col ViUamaiina (10) il proposito uni­tario di dare alla Sardegna a poco a poco le stesse leggi del conti­nente (11) avviandola cosi alla fusione col Piemonte, s'informò, osservò, discusse. E se ne ritornò a Torino lieto delle accoglienze ma con propositi ribaditi di continuare, intensificandola, l'opera sua rinnovatrice della Sardegna. E poiché i rapporti delle autorità costi­tuite in Sardegna non gli bastavano per la conoscenza minuta e pro­fonda di tutti i mali che travagliavano l'isola e del modo con cui si applicavano i suoi provvedimenti, ricorse alla intelligenza e fedeltà di un suo gentiluomo che senza alcuna reticenza gli rivelasse la verità. Fu questi il Villahermosa che nell'udienza del 15 settembre 1841 ebbe l'ordine di stendergli alcuni rapporti sulle reali condizioni della Sar­degna. H Villahermosa ubbidì: onde i tre rapporti che pubblichiamo dei quali non sfuggirà l'importanza per l'acuta diagnosi della situa­zione dell'isola e per la franchezza e sincerità con cui egli espose al Re le sue impressioni ed il risultato delle sue particolari informazioni. Nel primo rapporto, in data 4 ottobre 1811, il Villahermosa trac­ciava un quadro generale sulla Sardegna in quel tempo. Dopo avere riconosciuto ed esaltato le benemerenze di Carlo Alberto per le leggi emanate a favore delle classi proletarie, dell'agricoltura e dell'in­dustria (12) e definita generosa e magnanima l'abolizione dei feudi da lui giudicata il piedestallo sul quale doveva elevarsi il grande beneficio della rigenerazione della Sardegna , richiamava l'attenzione sui gravi impedimenti che frustravano le buone intenzioni del Re. E metteva in particolar rilievo i diritti eccessivi sulle macchine agri­cole che dal continente erano introdotte nell'isola, le imposte onerose siili'esportazione ed importazione delle derrate, le spese che grava-
(10) Scrìveva il Villamarina in un suo inedito memoriale a Carlo Alberto nel 1834: JLes Sardes savent donc depuis long tema que S. M. a l'idée d'en fa ire . une unite compitele souè la maìn directe, impartiale et ferme de son gouver- nement. La maiorllé parai t éire prète a Lenir celle mais! mais cela parait anssi e tre u impalante d'en voir arrivar le moment!....
(11) Fin dal 1838 Carlo Alberto scrivevo al Villamarina: Dovendosi ira pochi anni reggere la Sardegna colle leggi del continente* ae non vi potrà subito a aver luogo il nostro codice forestale in tutte le sue parti, vi si potrà pubblicare con un'appendice d'eccezioni temporarie . SIOTIO Fi.vi'oa, op, ci/., pag. 592.
(12) V. in proposito il recente lavoro di ANGELA MAI, Le Riforma di Carlo Alberto in Sardegna, Lodi. tip. G. Biancardi, 1934.