Rassegna storica del Risorgimento
VILLAHERMOSA (DI) CARLO ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; SARDEG
anno
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1934
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Adolfo Colombo
vano sulla proprietà e che erano superiori al reddito, abusi nella giustizia, la vacanza di quasi tutte le diocesi, i conflitti frequenti tra il potere civile ed ecclesiastico; denunziava perciò il vivo malcontento serpeggiante, aizzato poi da emiasarii esaltanti i grandi bene-ficii che l'amministrazione francese largiva agli abitanti della Corsica; conchiudeva invocando dal paterno cuore del Re provvedimenti adeguati. Nel secondo rapporto, scritto due mesi dopo, il 9 dicembre, il Villahermosa scendeva a dettagli e ad esemplificazioni a prova delle sue asserzioni, denunciando specialmente 1 cattiva amministrazione della giustizia e gli abusi amministrativi per cui le imposte sui poderi erano il triplo del compenso feudale ed a nome di tutti i Sardi invitava il Re a mandare in Sardegna persone di fiducia in missione segreta a controllare le sue denuncie ed a raccogliere sul posto nuovi elementi per illuminare meglio sulla reale situazione delle cose.
In Sardegna, o spontaneamente o per invito del Re andò lo stesso Villahermosa che in un terzo rapporto, il 20 aprile 1842, espose il frutto delle sue dirette osservazioni ed informazioni assunte sul luogo. In questo rapporto il Villahermosa lamentava che gli ottimi propositi del Re erano resi vani da quelli che dovevano interpretarli ed attuarli. Il quadro è triste: gravi i rilievi: giustizia più lenta e meno equa del passato ; la procedura più complicata e più costosa ; giudici mal pagati : scandali giudizi ari i come la condanna clamorosa dei fratelli Tolu, giustiziati ma innocenti; arresti arbitrarii; abusi scandalosi nell'ordine amministrativo; voracità di esattori; ripartizioni ingiuste di tributi; arbitrii e favoritismi; proprietari! oberati ed esasperati; leggi non eseguite dalle prime autorità dell'isola; petulanza di avvocati in gran numero; tendenza ad umiliare la nobiltà.
Chi legga attentamente questi rapporti del Villahermosa non può trattenere queste domande: le condizioni della Sardegna in quel tempo erano quali egli le dipinse? Scrisse il Villahermosa il vero con sci-polosa obbiettività?
Non vi è dubbio che i mali da lui denunziati esistessero realmente e che i fatti da lui esposti e provati siano realmente avvenuti. Molti di quei malanni scomparvero a poco a poco col tempo, alcuni perdurarono; difatti ancora pochi anni fa, prima dell'avvento del Fascismo rinnovatore, i governi punivano gli impiegati inetti e fannulloni regalandoli alla Sardegna. Ma il Villahermosa caricò il suo pennello scio dei colori più foschi. Nel suo quadro vi è solo la parte negativa; la sua visione delle cose è unilaterale. Lo storico Siotto Pintor conferma molte verità dette dal Villahermosa ma egli,, scrivendo ad una certa