Rassegna storica del Risorgimento
TOSCANA ; PAOLI GIOVANNI ; GUERRA 1848-1849
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1934
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1070 Egidio BellorùU
molti si attardarono per via, un gendarme e un soldato di linea caddero morti, e persino un cavallo dovette soccombere.
Chi ci dà tutte queste notizie è il capitano Giovanni Paoli, uno dei volontari lucchesi, che comandava una compagnia di suoi compaesani. Nato nel 1813, egli aveva dimostralo presto tendenze liberali, e appena diciottenne, nel 1831, si era Eatto già notare quando a Lucca ci fu, non dirò del torbido, ma della inquietudine e del malumore contro il duca Carlo Lodovico, il et potestante Dongiovanni del Giusti, per certe sue leggi restrittive. Poi si era acquistato buon nome come ingegnere e come studioso, tanto da essere chiamato, a soli 26 anni, a far parte della patria Accademia dei Filomati. Ora, lasciata la giovane sposa e due figlioletti, era anch'egli partito pel campo come volontario; ma da Firenze, da Barberino e dalle altre tappe successive della marcia scriveva spesso alla sua Annetta per darle notizie sue, per dirle quanto voleva bene a lei e ai frugoletti (1).
E appunto da Lojano, la sera stessa del suo arrivo, il 23 giugno, egli scriveva alla moglie per farle sapere come avesse incontrato improvvisamente, in quel remoto villaggio, l'idolo del giorno, Vincenzo Gioberti. Come è noto, l'autore del Primato , partito da Torino ai primi di maggio di quell'anno, si era recato a Genova e a Livorno, poi a Roma dove aveva avuto un colloquio col Pontefice; quindi era risalito verso il nord della penisola, facendo tappa in molte città, accolto dovunque in trionfo : ricevimenti solenni, musiche, canti, luminarie, ovazioni di popolo; e dovunque aveva portato la sua parola incitatrice, tra i frenetici applausi delle moltitudini accorse ad ascoltarlo.
A Lojano nessuno probabilmente lo aspettava, e quindi tanto più grande fa la lieta sorpresa del nostro capitano e dei suoi compagni. Ed ecco quello che il Paoli scriveva alla moglie:
a Mentre passeggiavamo qua nel paese, è passato un legno di posta. Chi conduceva? Vincenzo Gioberti. Oh! fortunato incontro. Viva Gioberti, è stato il grido universale. Egli, dopo un breve riposo, intanto che si mutavano i cavalli, ha detto presso a poco queste parole:
(1) Sono, in tatto, 16 lettere, buttate giù spesso in fretta e furia, alla fine di qualche tappa, tra il 16 giugno e il 12 luglio 1848, sul primo foglietto di carta capitato. Una sola, da Modena, si distingue perchè reca in testa alla prima pagina, come fregio, un'immagine colorala di Pio IX, seduto accanto a un tavolo sul finale posa il Triregno. Queste lettere sono conservate da un nipote di quel capitano, che porta il suo stesso nome, il prof. Giovanni Paoli.